Le 7 Meraviglie del Lago Maggiore

le meraviglie del Lago Maggiore

Buongiorno a tutti voi, cari viaggiatori! Oggi vorrei presentarvi quelle che, secondo parere di una viaggiatrice come me, sono da considerarsi le 7 Meraviglie del Lago Maggiore. Se avete in programma una domenica sul lago, di certo mettete programmate la visita di uno di questi posti perchè ne vale davvero la pena. Il Lago Maggiore offre attività divertenti per tutte le età e per tutte le stagioni: meravigliose spiagge, passeggiate in montagna, piste da sci o giri in barca. Ma ora vorrei parlarvi di alcune (ne ho scelte solo 7, ma potrei andare avanti all'infinito!) tra le bellezze storiche e culturali di cui il lago può vantarsi, davvero uniche e conosciute in tutto il mondo! 

1. L'EREMO DI SANTA CATERINA DEL SASSO - Leggiuno (VA)

La più incantevole meraviglia del Lago Maggiore (aggiungerei ad insindacabile giudizio!) è sicuramente l'Eremo di Santa Caterina del Sasso, situato a Ballarate, una frazione del comune di Leggiuno in provincia di Varese. Si tratta di un antico monastero davvero splendido che ogni anno attrae moltissimi visitatori e pellegrini provenienti da tutto il mondo non solo per il valore storico-culturale che possiede ma anche perchè è uno dei punti panoramici più belli del nord Italia, una perla incastonata nella roccia. L'Eremo sorge in una posizione davvero molto suggestiva, su una parete rocciosa a strapiombo sulle acque della sponda orientale del Lago Maggiore. Ma questa magnifica costruzione è anche un luogo religioso e spirituale. La sua storia è legata ad una antica leggenda che si racconta spesso da queste parti: un ricco mercante chiamato Alberto Besozzi, sopravvissuto ad un nubifragio che lo colpì mentre attraversava con la sua barca il lago, fece un voto a Santa Caterina d'Alessandria per aver avuto salva la vita:  promise di ritirarsi per il resto della sua vita in preghiera e in solitudine, costruendo, in una grotta di quel tratto di costa del Lago Maggiore, una cappella in onore della Santa. Da quella piccola cappella risalente al XII secolo, si è sviluppato col passare del tempo l'Eremo di Santa Caterina del Sasso. I primi a soggiornare nell'Eremo furono i Domenicani seguiti dai frati del convento milanese di Sant'Ambrogio ad Nemus e poi dai Carmelitani. Dal 1970 è di proprietà della Provincia di Varese e dal 1996 tutto il complesso è retto da un gruppo di Oblati di S. Benedetto.

Eremo di Santa Caterina del Sasso

Il nome completo del complesso monumentale rimanda invece ad un'altra leggenda antica che narra di un miracolo avvenuto nel Settecento: un giorno all'improvviso cinque enormi massi "ballerini" precipitarono dalla montagna sulla chiesa, ma restarono impigliati nella volta della cappella, senza causarne danni. Questi sassi "traballanti" sembrano aver dato il nome al monastero che, per esteso, è chiamato Eremo di Santa Caterina del Sasso Ballaro, anche se è più probabile che l'etimologia del nome sia legata al vicino centro abitato di Ballarate. 

L'accesso all'Eremo e alla cappella, che conserva i resti di Beato Alberto, è a pagamento dal 2019 con orari che variano a seconda del periodo dell'anno. E' facilmente raggiungibile con qualsiasi mezzo che può essere parcheggiato nei pressi del piazzale sovrastante chiamato Corte del Quicchio. Qui troviamo anche alcuni bar con tavolini all'aperto, un'area pic-nic e un parco giochi per bambini. Tra questo piazzale e l'ingresso vero e proprio all'Eremo c'è un dislivello di 51 m verso il basso. Per scendere ed accedere all'Eremo vi sono due possibilità: una scala panoramica di 268 gradini o un ascensore realizzato dalla Provincia di Varese (costo 1 € a tratta a persona). L'ingresso all'Eremo può essere raggiunto anche con i battelli della linea "Navigazione Lago Maggiore" che attraccano al pontile sottostante. Per maggiori informazioni vi consiglio di consultare l'articolo del blog dedicato all'Eremo di Santa Caterina del Sasso al seguente link

 

2. LA STATUA DI SAN CARLO BORROMEO - Arona (NO)

Al secondo posto ho deciso di inserire una delle statue più belle d'Italia, situata ad Arona in provincia di Novara: si tratta del celebre colosso di San Carlo Borromeo molto più comunemente chiamato "Il San Carlone". Con i suoi 35 m di altezza, questa statua è uno dei simboli della sponda piemontese del Lago Maggiore, un'opera di grande valore storico e culturale. Conclusa nel lontano 1698, è stata eretta in onore di Carlo Borromeo, uno dei più cari arcivescovi di Milano che si prodigò nell'assistenza materiale e spirituale di un popolo milanese a quei tempi flagellato dalla carestia e dalla peste. Visse una vita di preghiera e di devozione e per questo, a soli 26 anni dalla sua morte, venne canonizzato nel 1610. La statua fu voluta dal cugino Federico Borromeo, divenuto poi suo successore come Arcivescovo di Milano. Egli volle che ad Arona, città natale di San Carlo, sorgesse un "Sacro Monte" in una posizione dominante sul lago sulla cui sommità fosse eretta una statua imponente in grado di celebrarne l'eccezionale grandezza. San Carlo è rappresentato in piedi in abito semplice con rocchetto e mozzetta: stringe con la mano sinistra un libro mentre la mano destra è intenta nella benedizione. Fu opera di architetti e scultori della zona che realizzarono il colosso in lastre di rame battute a martello unite tra loro da chiodi e tiranti in ferro. L'ossatura è composta da blocchi di pietra di Angera che si innalzano fino alle spalle del Santo. E' singolare ricordare che tale tecnica costruttiva servì di ispirazione per gli ingegneri della Statua della Libertà, simbolo della metropoli di New York. La figura del Santo è alta 23,40 m e poggia su un piedistallo in granito di 11,70 m, raggiungendo così nel complesso i 35,10 m di altezza: fu per circa due secoli la statua più alta del mondo ma tuttora rimane, tra le statue visitabili all'interno, seconda per altezza solo alla Statua della Libertà. Per questo cari viaggiatori ho deciso di inserire il San Carlone in questa lista: è una statua davvero molto antica e ben conservata che ancora oggi gode di un primato notevole.

Statua di San Carlo Borromeo

Attualmente la statua sorge poco fuori dal centro di Arona, in un piccolo parco botanico dove sono esposti dei pannelli illustrativi che raccontano la storia del Santo. All'interno del parco, all'ombra di alberi secolari, si trovano zone attrezzate per il picnic. Di fronte al parco troviamo un ampio parcheggio, in parte gratuito e in parte a pagamento, mentre a ridosso del Lago Maggiore si trova la Chiesa di San Carlo realizzata nel 1614; all'interno della Chiesa si trova una cappella dedicata alla nascita del Santo, avvenuta nel lontano 1538, in una delle stanze della Rocca di Arona, dove viveva a quei tempo la famiglia Borromeo. L'accesso alla statua e al parco è a pagamento. In biglietteria è possibile acquistare due biglietti differenti: a 3,50 € è possibile l’accesso solo fino al piedistallo in granito che funge da terrazzo panoramico girando attorno ai piedi del Santo; il terrazzo, munito di cannocchiali panoramici, offre una meravigliosa vista sul Lago Maggiore e sulla Rocca di Angera. Altrimenti al costo di 6 € è possibile salire internamente fino alla sommità della statua. A mio dire questa è proprio la particolarità della statua del San Carlone in quanto permette al visitatore più coraggioso di vivere un'esperienza davvero mozzafiato. Attraverso alcuni gradini a chiocciola e poi una ripida scala alla marinara con protezione, si sale infatti fino alla testa, osservandone al contempo la struttura interna. Da qui è possibile guardare all'esterno tramite alcuni fori corrispondenti agli occhi, alle narici e alle orecchie del Santo. Altre finestre si aprono all'altezza delle spalle consentendo di affacciarsi e di godere del notevole panorama circostante. Considerate però che la salita molto ripida e lo spazio molto angusto e ristretto mettono a dura prova i turisti che soffrono di claustrofobia ma la vista che si gode da lassù vale davvero la fatica. Fate un piccolo sforzo ma arrivate fino in cima, resterete soddisfatti! I più coraggiosi possono anche inginocchiarsi esattamente nel mento del Santo e scrutare cosa si osserva dai forellini presenti: così sì che tremano un pò le gambe! Provare per credermi!

 

3. LA ROCCA BORROMEA - Angera (VA)

Al terzo posto non poteva mancare la splendida Rocca Borromea di Angera che, incorniciata tra le Prealpi lombarde, domina l'estremità meridionale della sponda lombarda del Lago Maggiore. Siamo nel comune di Angera. Questa antica perla sorge maestosa su uno sperone di roccia calcarea dominando dall'alto tutto il paese, le zone limitrofe e una porzione di lago: si tratta di una posizione strategica per le necessità e l'uso per cui era stata costruita. Come roccaforte per il dominio sui traffici mercantili nella zona, fu prima di proprietà della casata dei Visconti, originaria del Verbano, e nel 1449 venne acquistata dai Borromeo, cui appartiene ancora oggi. La Rocca di Angera è visitabile all'interno lungo un percorso che conduce alla scoperta delle Sale Storiche, abbellite da affreschi, tele e decorazioni originarie valorizzate grazie ai recenti interventi di restauro. Qui si respira un'aria tipicamente medioevale e si è nettamente catapultati all'epoca di dame e cavalieri. Un'emozione davvero unica, impreziosita dalla meravigliosa vista sul Lago Maggiore che si può godere dalle terrazze panoramiche presenti. Ma la particolarità della Rocca di Angera risiede nel fatto che al suo interno è ospitato il Museo della Bambola e del Giocattolo, il più grande ed importante d'Europa di questo genere, amato non solo dai grandi ma, considerando il tema del museo, anche dai più piccini. Ripercorre infatti la storia del giocattolo dal XVIII secolo fino ai giorni nostri attraverso l’evoluzione dei materiali, i comportamenti socio-educativi e i legami con arte, costume e moda: altro che play station o pokemon! Bambini e bambine, qui potete sbizzarrirvi con i giochi dei vostri nonni e bisnonni! Trovate infatti esposte oltre mille bambole realizzate nei caratteristici materiali appartenenti alla tradizione antica come legno, cera, tessuto, cartapesta o porcellana vestite e munite di accessori e corredi in miniatura affiancate da giocattoli di vario tipo, accessori domestici, modellini di mobili e di case di bambole completamente arredate. Il Museo della Bambola e del Giocattolo fu fondato nel 1988 dalla principessa Bona Borromeo Arese. La Rocca di Angera è facilmente raggiungibile in auto e mette a disposizione dei turisti un ampio parcheggio al suo ingresso. Il biglietto di ingresso costa 10 €. E' a disposizione una servizio di visita guidata prenotabile a pagamento (sui 55 € a guida per gruppi di adulti). 

Rocca Borromea di Angera

A fare da cornice all'esterno della Rocca vi è il ricercato Giardino Medievale, ricco di significati simbolici e di  realizzato a seguito di accurati studi su codici, immagini e documenti d’epoca che hanno portato alla realizzazione nella grande spianata che si affaccia verso il Lago Maggiore delle tre principali tipologie di giardini: il Giardino dei Principi, il Verziere e il Giardino delle Erbe Piccole. A ridosso dell’antica chiesetta della Rocca di Angera hanno già messo radice fiori, piante e specie arbustive descritte dagli antichi maestri e coltivate secondo regole e geometrie precise; tutto per ricreare in terra l’idea del “perduto paradiso”. E' proprio in questa meravigliosa location che il 1 Agosto del 2015 si è tenuto il ricevimento nuziale delle nozze tra Beatrice Borromeo e Pierre Casiraghi: una location raffinata e unica che per l'occasione si è vestita a festa per ospitare moltissimi personaggi illustri provenienti da tutto il mondo. Non potevano fare scelta migliore!

 

4. I CASTELLI DI CANNERO - Cannobio (VB)

Un'altra meraviglia del Lago Maggiore che vorrei presentarvi sono i misteriosi Castelli di Cannero, così denominati pur trovandosi nel territorio del comune di Cannobio: si tratta di tre isolotti rocciosi su due dei quali di trovano le rovine di antiche fortificazione che affiorano sulle acque del lago dando quasi l'impressione di galleggiare non molto lontano dalla riva. Sono situati nella parte più settentrionale del Lago Maggiore, sulla sponda piemontese, proprio di fronte al comune di Cannero Riviera. Furono costruiti tra l'XI e il XII secolo da cinque fratelli della famiglia Mazzardi di Ronco soprannominati “Mazzarditi” o "fratelli della Malpaga", noti per le loro gesta brigantesche: essi, nel 1404, si impadronirono del borgo di Cannobio, imponendo pesanti tasse sulla popolazione locale e pretendendo per sè stessi la costruzione di una rocca. Le difficili condizioni in cui versava il Ducato di Milano alla fine del XIV secolo non consentiva un efficace controllo sulle tirannie locali così i Mazzarditi riuscirono per parecchi anni a conservare il potere sul litorale, soffocando nel sangue ogni opposizione. Ma nel 1414, il nuovo Duca di Milano Filippo Maria Visconti, cinse d'assedio la rocca, costringendo i banditi ad arrendersi; il castello fu raso al suolo e al suo posto i Borromeo, ai quali venne ceduto il dominio di tali isolotti, costruirono nel 1519 una rocca fortificata a scopo difensivo chiamata “Vitaliana”. Nel settecento, a seguito della morte del conte Lodovico, i castelli furono abbandonati e caddero lentamente in rovina, pur essendo tuttora di proprietà dei Borromeo. Purtroppo non sono visitabili a causa delle condizioni di degrado e di poca sicurezza in cui si trovano oggi. Tuttavia i ruderi sono uno degli scorci più pittoreschi del Lago Maggiore, colonizzati da diverse specie di uccelli acquatici: cigno reale, gabbiano reale, smergo maggiore, che nidificano riparati negli anfratti inaccessibili. Negli ultimi anni sono state ripetutamente avanzate ipotesi di ristrutturazione della rocca Vitaliana. Speriamo che presto questi splendidi Castelli siano accessibili a visitatori e turisti. Avere delle roccaforti galleggianti nelle acque del lago incorniciate dalle vette delle catene alpine e prealpine, è davvero una eccezionale fortuna!

I Castelli di Cannero

In ricordo delle antiche vicende dei Castelli di Cannero si tramanda una leggenda che vuole che i Mazzarditi, dopo la sconfitta, fossero gettati nelle acque del lago con un sasso al collo e perissero così annegati (la storia però ci dice che essi furono semplicemente banditi dal paese per quindici anni, trascorsi i quali furono riammessi nel loro borgo nativo). Ma non dimenticate che i Mazzarditi sono ricordati soprattutto per la loro fama di predoni: pare che i briganti, pur di non consegnare i loro forzieri colmi di ricchezze al duca Filippo Maria Visconti dopo la loro sconfitta, preferissero gettarli nelle acque del Lago Maggiore che ancora cela le loro ricchezze in profondità. Così si narra che nelle giornate in cui la nebbia è particolarmente fitta sul lago, sia possibile scorgere un veliero fantasma che veleggia attorno al castello reclamando l’antico tesoro sommerso dei Mazzarditi. Chi viene con me a fare un giro in barca per scovare il veliero fantasma?

 

5. LE ISOLE BORROMEE - (VB)

Ed eccole finalmente, le splendide Isole Borromee, un'altra indiscussa meraviglia del Lago Maggiore. Sono situate nella porzione nord occidentale del lago, proprio d fronte alle cittadine di Stresa e Pallanza, nel braccio chiamato appunto Golfo Borromeo che rientra nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola. Il complesso è costituito da tre isole chiamate Isola Bella, Isola Madre e Isola Superiore o Isola dei Pescatori, un isolino chiamato Isolino di San Giovanni e uno scoglio chiamato Scoglio della Malghera. L'Isola Bella e Madre sono di proprietà della famiglia Borromeo. L'Isola Superiore o dei Pescatori è l'unica ad essere stabilmente abitata da una piccola comunità di pescatori ed è la sola in grado di offrire alloggi e camere per i visitatori che desiderano soggiornarvi; mentre le altre due isole, maggiori come estensione superficiale, sono destinate esclusivamente al turismo e quindi popolate solo di giorno. Infatti molti sono i turisti che ogni anno vengono a visitare le Isole Borromee, incantati non solo dalle bellezze artistiche, dagli splendidi palazzi e dai giardini annessi, ma soprattutto per l'incantevole panorama che offrono sul lago e sulla catena prealpina che lo incornicia. Il luogo ideale per una piacevole gita fuori porta. Numerosi sono i tour in barca o in traghetto che partono sia dalla sponda piemontese, da Stresa o da Intra, ma anche dalla sponda lombarda, da Angera o da Santa Caterina, e che permettono di visitare tutte e tre le isole in una sola giornata, combinando itinerari ed escursioni diverse a seconda delle esigenze di ciascun viaggiatore. Le tariffe di navigazione variano in base al porto di partenza: consiglio di consultare il sito della Navigazione Lago Maggiore per avere maggiori informazioni a riguardo.

Isole Borromee

Ma cosa offrono le Isole ai nostri visitatori? L'Isola Madre è conosciuta in tutto il mondo per le sue uniche collezioni botaniche: fiori, piante rare e alberi secolari tra cui il Cipresso del Cashmir. Oltre alla ricca vegetazione, l'isola ospita anche una numerosa fauna di volatili orientali come pavoni bianchi, fagiani dorati e pappagalli, lasciati liberi nello splendido giardino. Sempre nel giardino è inserito il Palazzo Cinquecentesco, al cui interno si conservano i prestigiosi arredi di Casa Borromeo, e la Cappella di famiglia. L'ingresso all'Isola Madre costa 13,50 €. L'Isola Bella ospita il Palazzo Borromeo in perfetto stile barocco e il grazioso Giardino all'italiana che a primavera si colora di svariate sfumature arcobaleno grazie alle fioriture di tulipani, rose, camelie, azalee...fiori dai mille colori e dai mille profumi! L'ingresso è di 17 €. Se le due isole gemelle offrono giardini e palazzi nei quali lasciarsi trasportare in un'epoca antica, l'Isola dei Pescatori merita una visita, non solo per i negozietti e le bancarelle presenti durante il giorno, ma soprattutto per i numerosi ristoranti con terrazza vista lago sparpagliati sull'isola. Non solo l'occhio ma anche il palato vuole la sua parte quando si è in viaggio! Qui non resterete di certo a pancia vuota! Potrete gustare delle ottime specialità a base di pesce di lago, godendovi il panorama sul Lago Maggiore. Da Stresa vengono offerti, in collaborazione con i ristoranti dell'Isola Pescatori, dei servizi di trasporto su barca proprio negli orari di cena per permettere ai clienti di raggiungerla comodamente anche nelle ore serali. Considerate che l'isola è molto movimentata di giorno grazie al turismo mentre verso sera si spopola completamente, accogliendo solo i visitatori che si fermano per la cena. Fiori profumati, palazzi antichi, buona cucina e una vista meravigliosa: insomma, le Isole Borromee sono pronte ad incantare chiunque!

 

 6. I GIARDINI DIVILLA TARANTO - Pallanza (VB)

Tra le meraviglie del Lago Maggiore non potevo di certo tralasciare i meravigliosi Giardini di Villa Taranto, conosciuti in tutto il mondo per la loro bellezza e per la ricchezza delle specie floreali che ospitano. Ci troviamo nel comune di Verbania, nella parte nordorientale del promontorio della Castagnola, sulla sponda piemontese del Lago Maggiore, tra le cittadine di Pallanza e Intra. La particolarità di questo sito non è dato dalla Villa in sè, oggi non visitabile in quanto sede della Prefettura della nuova Provincia, ma proprio dai giardini annessi che armoniosamente coprono un'area di circa 16 ettari, in grado di ospitare essenze botaniche anche tra le più rare al mondo che regalano ai visitatori sfumature cromatiche infinite dai più inebrianti profumi. Un paradiso floreale unico al mondo: eucalipti, azalee, rododendri, magnolie, aceri, camelie, dalie, tulipani, fiori di loto, eriche, astri nani, ortensi, numerose piante tropicali e tante altre ancora. Ce n'è per tutti i gusti! L'aspetto odierno dei Giardini di Villa Taranto non è frutto della natura spontanea, ma è il risultato plasmato nel tempo di un elaborioso studio intrapreso dal Capitano Mc Eacharn. Di origini scozzesi, il Capitano giunse in Italia ancora giovane, pronto a coltivare il suo grande interesse per la botanica. Dal 1928 si mise alla ricerca di terreni che si prestassero alla realizzazione di un grande giardino e acquistò dalla marchesa di Sant'Elia la proprietà chiamata "La Crocetta" situata a Pallanza sul promontorio della Castagnola. Cominciò così a realizzare il suo sogno, rispettando esigenze estetiche e botaniche che gli permisero di creare un vero gioiello di botanica e di bellezze naturali. Raccolse piante e semi da ogni angolo della terra realizzando così collezioni rarissime. Tra le opere più importanti che si devono al Capitano Mc Eacharn ricordiamo: la “Valletta”, realizzata dopo imponenti lavori di scavo; l’impianto d’irrigazione, la cui acqua viene pompata direttamente dal lago in un grosso serbatoio per poi essere irradiata in tutta la proprietà; i “Giardini terrazzati”, con le loro cascatelle, piscine, vasche per ninfee e fiori di loto; il “Giardino d’inverno” ed il “Giardino palustre”. Non mancano fontane ornamentali con giochi d’acqua che regalano emozioni surreali. Il Capitano vide così crescere il suo giardino, che chiamò Villa Taranto, in memoria di un suo antenato, il Maresciallo McDonald, nominato Duca di Taranto da Napoleone. Nel 1939 il Capitano Mc Eacharn, non avendo eredi diretti, decise di donare l'intera proprietà allo Stato italiano, ottenendo in cambio il permesso di essere sepolto nel mausoleo collocato al centro del parco.

Giardini di Villa Taranto a Pallanza

Oggi il patrimonio botanico dei Giardini di Villa Taranto comprende circa 1.000 piante non autoctone e circa 20.000 varietà e specie di particolare valenza botanica. Dal 1952 i Giardini sono aperti al pubblico in genere da aprile ad ottobre con un biglietto base di ingresso pari a 10 €. La visita è libera lungo un itinerario indicato da numeri progressivi dove tutte le piante sono nomenclate. Mettete in calcolo un paio di ore per una visita completa e tranquilla. Ma state tranquilli, le fioriture si susseguono dalla primavera all'autunno. Vengono organizzati anche appositi appuntamenti per omaggiare piante e fiori. Nella stagione delle dalie che va da luglio a ottobre i visitatori restano incantati nel "Labirinto delle Dalie", dove oltre 1700 piante fiorite regalano un gioco di colori, grandezze e forme che non ha paragoni. Oppure ricordiamo la stagione del tulipano che coincide circa col mese di aprile: per l'occasione il giardino si accende dei mille colori di oltre 80.000 bulbi in fiore, fra i quali il protagonista indiscusso è il tulipano. Nel "Labirinto dei tulipani" sono piantumate oltre 65 varietà con 20.000 corolle in fiore tra cui è possibile ammirare il ricercatissimo tulipano nero "Queen of night" e l’imponente "Big Chief", dal diametro della corolla di quasi 10 centimetri. 

L’afflusso dei visitatori supera ormai le 150.000 persone per anno: giungono da ogni parte del mondo e non si tratta solo di turisti o di curiosi ma anche di studiosi e appassionati di botanica attratti dall'interessante varietà di piante e fiori o desiderosi magari di studiare più da vicino esemplari rari come la "Dicksonia Antartica" e la "Davidia Involucrata" che per la peculiare fioritura bianca è denominata "albero dei fazzoletti". Un'altra specie molto ricercata è la "Victoria Cruziana", regina delle piante acquatiche originaria delle aree dei grandi bacini fluviali dell’America meridionale (Paraguay e Argentina) che dal 1956 ha trovato il suo habitat naturale nella "Serra dei Giardini Botanici" di Villa Taranto. Io sono stata personalmente in visita ai Giardini di Villa Taranto quando avevo circa 13 anni con la mia famiglia e ricordo di essere rimasta incantata dai numerosi fiori colorati presenti. Meno male che mamma mi tratteneva, altrimenti li avrei raccolti tutti. Programmerò presto un'altra visita in questo incantevole giardino botanico per studiarlo più nel dettaglio e con maggiore occhio critico.

 

7. IL MOTTARONE - Stresa (VB)

Il Mottarone è una montagna granitica alta 1492 m s.l.m. situata in Piemonte nelle Alpi Pennine. Rientra nel territorio comunale di Stresa. Ho deciso di inserire il Mottarone in questo elenco perchè, pur non essendo di per sé un sito storico e culturale come quelli citati in precedenza, è un importante sito turistico naturale che richiama molti visitatori da ogni parte del mondo in tutte le stagioni dell'anno. E' considerato uno dei "balconi" più belli d'Italia. Pensate che nel 1954 anche il New York Times affermò che la visione delle Isole e del Lago dal Mottarone è tra i dieci panorami più affascinanti al mondo. Da non crederci! Il Mottarone ha una forma molto buffa, da lontano assomiglia molto ad un "panettone" per via della vetta molto arrotondata sulla cui cima domina un'imponente antenna dell'impianto di ripetizione. Dalle postazioni panoramiche presenti in vetta, si possono ammirare le Alpi svizzere e italiane (se siete abili, mettetevi alla ricerca della vetta del Monte Rosa!), le Isole Borromee, l'Eremo di Santa Caterina del Sasso, molti dei laghi prealpini (Lago Maggiore, Lago d’Orta, Lago di Mergozzo, Lago di Monate, Lago di Comabbio, Lago di Varese) e una grossa fetta della pianura padana. Quando poi la giornata è limpida e ventilata, la vista che regala ai nostri occhi è davvero impagabile. E pensare che fino al 1911 arrivare in cima al Mottarone non era così semplice: il monte era accessibile da Stresa, soltanto a piedi, utilizzando le vecchie mulattiere degli alpigiani. Per facilitarne l'accesso e incrementarne sempre più il turismo, nel 1911 venne inaugurata la ferrovia a cremagliera e trazione elettrica: un meraviglioso trenino collegava Stresa alla vetta del Mottarone lungo 6 fermate impiegandoci circa poco più di un'ora. Nel 1970 venne invece realizzata la Funivia Stresa-Mottarone che con una sola fermata intermedia collegava il lago alla vetta in soli 20 minuti. Oggi la cima può essere raggiunta tranquillamente in auto, dal Lago d’Orta e Armeno (strada provinciale 41) o, sull'altro versante, da Stresa e Gignese lungo la strada privata Borromeo, ancora di appartenenza alla famiglia Borromeo, che prevede il pagamento di un pedaggio. Nonostante sia presente la strada, la funivia è stata sistemata, in linea con le nuove tecnologie, e resta tuttora funzionante lungo la linea Stresa-Alpino-Mottarone. Dal piazzale di arrivo della funivia è’ possibile salire fino alla cima del Mottarone con la Seggiovia Mottarone Vetta. 

Mottarone

Il Mottarone offre divertimento in ogni periodo dell'anno. Immersi nella natura e in paesaggi fantastici, ci sono molti sentieri e passeggiate da poter percorrere nella stagione primaverile. Se invece amate l'avventura e il divertimento non perdetevi Alpyland, la slittovia del Mottarone: 1,2 km di monorotaia adatta a grandi e piccini, una carica di adrenalina per un pomeriggio di svago in compagnia. In inverno invece il nostro "panettone" si colora di bianco: a seconda della stagione invernale, possono cadere diversi metri di neve ed il Mottarone si trasforma in un paradiso per sciatori e alpinisti. Proprio al Mottarone venne disputata la prima gara internazionale di sci in Italia nel 1935. Il comprensorio sciistico denomintao Snowfun Mottarone offre oggi 21 km di sano e puro divertimento sulla neve lungo 21 piste di discesa adatte anche ai principianti, servite da 7 impianti di risalita a skilift o a seggiovia. Il turismo invernale conta cifre notevoli. E' proprio al Mottarone che ho imparato a sciare, all'età di soli 6 anni: essendo molto vicino, i miei genitori mi portavano qui tutte le domeniche d'inverno iscrivendomi alla scuola di sci...così con il tempo sono diventata un'esperta sciatrice. Non perdetevi questa altra simpatica meraviglia che sorge sulle rive del Lago Maggiore. Sono sicura che tornerete a casa divertiti e desiderosi di tornarci presto!

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