Cave di marmo di Carrara in jeep

cave di marmo di carrara

La storia della città toscana di Carrara è da sempre legata al marmo e alle sue cave costruite all'interno delle Alpi Apuane. Carrara è il centro più importante al mondo per l'estrazione e la lavorazione del marmo. Il marmo è l'oro bianco di Carrara che ha reso questa antica colonia romana una terra di grandi conquiste. Per scoprire la storia del marmo e vivere dal vivo la sua estrazione vi consiglio un tour in jeep nelle cave di marmo di Carrara: noi ci siamo affidati allo staff di TOSCANA TOUR EXPERIENCE.

Le cave di marmo di Carrara sono ad oggi ancora attive e funzionanti. Ogni giorno dal lunedì al venerdì all'interno delle cave troverete uomini e macchinari in funzione per estrarre grossi pezzi di marmo che vengono poi portati a valle e lavorati per essere impiegati nella realizzazione di splendide opere d'arte. Lo stesso Michelangelo Buonarroti venne proprio a Carrara a scegliere i pezzi marmo nei quali scolpì il David, conservato nella Galleria dell'Accademia di Firenze, e prima ancora la Pietà, conservata nella Basilica di San Pietro a Roma. É anche divertente immaginarsi la scena: nel 1497 ad un giovane Michelangelo di appena 22 anni venne commissionata la realizzazione della Pietà dal Cardinale francese Bilhères Lagraulas. Così egli venne a Carrara in sella al suo cavallo, visitò la Cava del Polvaccio, la numero 46, e ordinò di spedire a Roma un carico di marmo locale. Lo stesso fece per la realizzazione del David. Tuttavia il marmo non viene utilizzato solo per la creazione di statue decorative e di monumenti celebrativi, ma anche per realizzare chiese e cattedrali (in Toscana sono tantissimi gli edifici religiosi costruiti a partire da lastre di marmo di Carrara) ed infine per creare le famose conche, le vasche dove viene messo a stagionare uno dei prodotti di punta della zona: sto parlando del lardo di Colonnata, un salume ad indicazione geografica protetta (IGP) nato come principale alimento dei cavatori in quanto in grado di fornire loro l'energia necessaria per lavorare nelle cave.

 cave di marmo di carrara

cave di marmo di carrara

Scoprire il ciclo vitale del marmo e vedere dal vivo la sua estrazione e lavorazione è davvero affascinante! Non è possibile muoversi all'interno delle cave con i propri mezzi soprattutto per questioni di sicurezza; per questo vengono organizzati dei tour in fuoristrada all'interno delle cave. Per il nostro tour in jeep nelle cave di marmo di Carrara ci siamo affidati a Toscana Tour Experience, un servizio locale che da oltre 10 anni organizza quotidianamente esperienze di questo tipo e non solo. Sul loro sito web, che vi invito a consultare, oltre ai tour guidati in fuoristrada nelle cave di marmo che rappresentano la loro proposta di punta, troverete tante altre proposte di tour alla scoperta della Toscana: itinerari, visite guidate, weekend personalizzati e anche un servizio privato di NCC, una soluzione comoda e personalizzata per andare alla scoperta delle meraviglie della Toscana. 

 cave di marmo di carrara

cave di marmo di carrara

Io e Francesco siamo rimasti molto soddisfatti del nostro tour nelle cave di marmo di Carrara: Luca, la nostra guida, ci ha parlato del marmo, di come veniva e viene estratto e di come viene lavorato per poi farci assistere dal vivo al momento dell'estrazione, il tutto con un impeccabile accento toscano che mi fa davvero impazzire! Vi consigliamo di organizzare la vostra visita alle cave di marmo durante la settimana: il sabato e la domenica i tour sono ugualmente disponibili, ma le cave non sono in funzione per cui non sarà possibile vederle in attività così come nel mese di agosto, quando l'estrazione si ferma. Pur essendo in alta montagna (considerate che le cave nel punto più alto arrivano a toccare i 1000 metri di altitudine), le temperature all'interno delle cave sono alte soprattutto per chi è a contatto con i blocchi di marmo. Il motivo è semplice: il marmo bianco riflette molto la luce del sole e, pur mantenendosi fresco al tatto, rilascia calore nell'ambiente circostante (diciamo che funziona un pò come un pannello riflettente). Lavorare nelle cave ad agosto è davvero improponibile!

 cave di marmo di carrara

 

STORIA DELLE CAVE DI MARMO

Le cave di marmo di Carrara regalano un panorama davvero unico nel suo genere: passeggiando nelle cave sembra di essere in una immensa cattedrale del marmo scavata all'interno della montagna, fatta da spaccature nette, grossi cubi, linee verticali ed orizzontali. La lavorazione del marmo a partire dalla sua estrazione è un'arte che si tramanda di generazione in generazione. Le tecniche sono ormai cambiate e i cavatori, ovvero gli operai che lavorano nelle cave, al giorno d'oggi possono contare su dei macchinari moderni e precisi, ma il lavoro viene sempre svolto con passione e dedizione, nel pieno rispetto della montagna. Anche Luca ci spiega che la lavorazione nelle cave è sì un togliere qualcosa alla montagna, ma è un togliere con amore e rispetto. Ecco perchè i lavoratori delle cave possono essere solo abitanti del comune di Carrara, sono tutti carrarini.

 cave di marmo di carrara

cave di marmo di carrara

A Carrara sono presenti circa 180 cave di marmo, di cui solo la metà sono in attività. Il 15% delle cave in attività è di proprietà privata e il restante è distribuito tramite concessioni comunali della durata di qualche decina di anni. Ogni cava viene indicata con un nome e un numero che non cambia mai. L'attività di estrazione nelle cave di marmo ha origini antichissime, fin dall'epoca romana: i romani scoprirono l'esistenza di marmo pregiato nelle Alpi Apuane grazie ai ciottoli bianchi ritrovati nei fiume che attraversano la zona. Fu così che si iniziò a scavare la montagna! Diversi  sono stati i metodi utilizzati per l'estrazione. Una delle fasi principali è certamente il taglio, ovvero il momento in cui la bancata di marmo (ovvero la porzione da cui verranno ricavati i blocchi) viene fisicamente staccata dalla montagna. Il taglio viene preceduto da un'attenta e adeguata preparazione e analisi della montagna e del terreno circostante per evitare che ci siano sprechi, per evitare che il blocco si rompa durante la caduta e per permettere la prosecuzione in modo regolare ai lavori nella cava. In epoca romana il taglio avveniva manualmente: i cavatori, attraverso l’uso di scalpelli, creavano dei solchi nella roccia in prossimità di fratture e crepe ottenendo una linea di taglio che veniva forzata con cunei di ferro fino ad ottenere il distacco della bancata di marmo. Un'altra tecnica prevedeva lo spacco con cunei di legno: nella linea di taglio venivano inseriti questi cunei in legno che venivano poi bagnati con acqua così che la dilatazione del legno facesse gonfiare i cunei e rompere il marmo.

 cave di marmo di carrara

Ci fu un periodo un cui venivano utilizzate tecniche meccaniche come l'esplosione controllata delle mine; se questa soluzione da un lato evitava la fatica e il lavoro manuale, dall'altro rompeva in maniera incontrollabile i blocchi di marmo con conseguente spreco di materiale. Si abbandonò quindi la tecnica del distacco per frattura ed esplosione e si tornò al metodo del taglio utilizzando dapprima il filo elicoidale e in seguito il filo diamantato, tuttora utilizzato. In tal caso il filo, collegato a un impianto a motore, viene messo in tensione e quindi fatto scorrere attraverso il marmo lungo la linea di taglio. Il filo diamantato, in virtù della proprietà di durezza che caratterizza le perline di diamante inserite, consente risultati più efficaci. 

 cave di marmo di carrara

Oggi i blocchi di marmo vengono poi sollevati mediante delle ruspe e caricati nei rimorchi dei camion, ma un tempo tutto questo era solo un sogno! Fino agli anni '60 i blocchi di marmo venivano trasportati a valle utilizzando la tecnica della lizzatura: i blocchi venivano posizionati e fissati sopra dei lunghi tronchi di legno che venivano calati a valle sfruttando la pendenza, lungo le cosiddette vie di lizza. Il tutto veniva tenuto attraverso delle grosse corde in canapa che venivano avvolte intorno ad un sostegno di legno molto robusto, il piro. Il piro serviva per bilanciare la carica del mezzo che veniva rilasciata o trattenuta, in base alle esigenze della discesa. Lo scorrimento dei blocchi era controllato dai lizzatori che disponevano davanti al carico una serie di travetti di legno resi scivolosi col sapone. Il lavoro del lizzatore era estremamente pericoloso: se i cavi che trattenevano i massi in discesa si rompevano, cosa che purtroppo accadeva frequentemente, i lizzatori rimanevano schiacciati sotto il blocco di marmo. Ogni anno nel mese di agosto, viene celebrata una festa nelle cave di marmo  di Carrara, rievocando la tecnica della lizzatura.

 cave di marmo di carrara

cave di marmo di carrara

Per quanto riguarda il trasporto, quando non esistevano ancora i camion con i rimorchi, un ruolo importante venne svolto dalla Ferrovia Marmifera, una ferrovia industriale a trazione a vapore, adibita al trasporto dei blocchi di marmo dalle cave del comune di Carrara alle segherie e al Porto di Carrara. La ferrovia operò dal 1876 al 1964, quando fu chiusa a seguito della decisione di trasformare la società da ferroviaria a automobilistica per il trasporto del marmo con camion.  Lungo tutto il percorso si contavano 17 impianti tra stazioni e piazzali di caricamento. Una delle locomotive impiegate lungo la Ferrovia Marmifera venne utilizzata anche nel 1963 nel film di Amedeo Nazzari dal titolo "La strada dei giganti": in una scena del film la locomotiva a vapore della Ferrovia Marmifera venne fatta uscire dai binari e poi precipitare giù dalla montagna. 

 cave di marmo di carrara

 

TOUR NELLE CAVE DI MARMO

Il tour alle cave di marmo di Carrara con Toscana Tour Experience è disponibile tutto l'anno. La nostra guida Luca ci ha suggerito che il periodo migliore è nei mesi invernali come dicembre e gennaio: questi sono i mesi in cui si riesce a trovare un cielo più limpido e quindi panorami più belli non solo sulle cave ma anche sul paesaggio circostante che spazia dalle Alpi Apuane al mare. Le cave infatti sono ricavate all'interno della montagna e sorgono quindi ad altezze abbastanza elevate. Dalla cima delle cave si gode una vista spettacolare: noi siamo stati nel mese di giugno e nel punto più alto raggiunto siamo stati avvolti da delle nuvole basse che hanno ridotto quasi totalmente la visibilità. Giusto pochi minuti prima di risalire a bordo delle jeep, il cielo si è aperto regalandoci un paesaggio fantastico: noi in mezzo alle cave di marmo, alle nostre spalle le Alpi Apuane e davanti a noi, poco oltre il centro di Carrara, il mare! 

 tour in jeep

Il tour nelle cave è guidato, dura mezza giornata e avviene a bordo di comodi fuoristrada Land Rover Defender 110 4x4 che portano fino a 8 persone. La scelta del fuoristrada non è solo per rendere l'esperienza più adrenalinica, ma è dovuta al fatto che le strade all'interno dei bacini di estrazione sono quasi tutte sterrate e anche piuttosto ripide. Sono pensate per camion e mezzi cingolati per cui la jeep 4x4 è il mezzo ideale per muoversi in sicurezza. É presente tuttavia un tratto recentemente asfaltato in occasione delle riprese cinematografiche di "007- Quantum of Solace": proprio nelle cave di marmo di Carrara hanno girato la scena dell'inseguimento in auto, ci avete mai fatto caso?

 atelier di scultura carrara

atelier di scultura carrara

Il tour inizia a Carrara dove, una volta saliti a bordo delle jeep 4x4, si andrà a visitare un atelier di scultura della Cooperativa Scultori di Carrara dove si può osservare la fase finale della lavorazione del marmo: qui i blocchi vengono trasformati in opere d'arte. Nella Cooperativa il lavoro viene fatto ancora interamente a mano e senza l'utilizzo di macchinari computerizzati. Gli scultori utilizzano le vecchie tecniche di lavorazione manuale che prevedono l'uso di diversi strumenti come la cosiddetta "macchinetta", un particolare strumento simile ad un compasso che serve a riprodurre fedelmente il disegno dal modello in gesso o calce all'originale in marmo: un lavoro di pazienza e di precisione, eppure gli scultori ci hanno confessato che di per sè la creazione di un'opera finita al giorno d'oggi non richiede poi molti giorni di lavoro anche se fatta interamente a mano. Dalle cave di marmo di Carrara vengono estratti tre tipi di marmo di cui il più pregiato è sicuramente lo statuario bianco. Più il marmo è bianco e privo di venature, più ha valore. Purtroppo però non si può mai sapere come sarà il blocco di marmo all'interno, ma solo durante la sua lavorazione si porteranno alla luce eventuali venature o difetti. La visita all'atelier di scultura è stata davvero molto interessante anche perchè abbiamo avuto la fortuna di osservare gli scultori all'opera. Tutti lavorano a partire da un progetto che viene ideato da un artista. La maggior parte degli artisti con i quali sono in contatto hanno provenienza straniera, soprattutto russa e giapponese. Le opere realizzate sono quasi tutte destinate all'estero, soprattutto agli Emirati Arabi per decorare e abbellire hotel di lusso, grandi mall o appartamenti privati.

 cave di marmo di carrara

cave di marmo di carrara

Terminata la visita all'atelier, siamo risaliti in jeep pronti per esplorare tre diversi bacini marmiferi estrattivi, Torano, Miseglia e Colonnata, che prendono il nome del paese in cui si trovano. Partiamo con la visita ad una cava particolare che è in parte all'aperto, così la maggior parte delle cave in funzione, e in parte scavata in galleria. Si tratta della cava Blu Manhattan il cui nome rimanda alle sfumature blu ritrovate nei blocchi di marmo estratti dalla galleria. Qui possiamo già assistere dal vivo all'estrazione del marmo. Gli uomini sono al lavoro: chi si occupa del taglio del blocco, chi della preparazione del terreno e della montagna, chi si concentra sulla pulizia del blocco tagliato, sulla sua numerazione e sul suo trasporto. La cava brulica di attività! 

 ponti di vara

cave di marmo di carrara

Da qui ci spostiamo poi nella valle di Miseglia passando in prossimità dei caratteristici Ponti di Vara ovvero quei ponti di collegamento che facevano parte del tracciato della Ferrovia Marmifera, la principale infrastruttura ferroviaria adibita esclusivamente al trasporto del marmo che collegava le cave con il porto di Marina di Carrara. Oggi i Ponti di Vara regalano un panorama pittoresco da immortalare con la macchina fotografica! Non sono più impiegati per il trasporto ferroviario, ma fanno parte della rete stradale per i mezzi eccezionali adibiti al trasporto del marmo fuori dalle cave. La valle della Miseglia è una delle più conosciute e visitate, ma probabilmente è più facile riconoscerla come valle dei Fantiscritti. La strada si fa sempre più in salita e difatti la vista che si gode da questa posizione è impareggiabile. Anche qui è d'obbligo una sosta per scattare qualche fotografia: oltre alla cava che si apre proprio sotto ai nostri piedi, davanti a noi si vedono gli altri bacini di estrazione posti più in basso, i Ponti di Vara, la città di Carrara e sullo sfondo persino il mare. 

 cave di marmo di carrara

Il tragitto in salita fino alla valle dei Fantistritti si fa ora in discesa ma non passiamo dalla stessa strada di prima. Ci dirigiamo verso la valle di Colonnata al centro della quale di trova il piccolo paesino di Colonnata (nella foto ↓ qui sotto), divenuto celebre per il suo lardo. Colonnata è proprio un pugno di case in mezzo alle Alpi Apuane, circondato da diversi bacini di estrazione: tra i più celebri abbiamo Cava dei Canaloni, Cava Seccagna da dove proviene il marmo più duro e secco impiegato per realizzare le conche per il lardo (il marmo secco impedisce al salume di trasudare), o Cava Gioia, divenuta celebre perchè ospita il murales del David realizzato dall'artista brasiliano Eduardo Kobra. É proprio Colonnata la nostra prossima e ultima tappa del tour in jeep nelle cave di marmo di Carrara.

colonnata
cave di marmo di carrara

A Colonnata ci aspetta la visita all'antica Larderia Il Poggio. Qui ci fermiamo a degustare il celeberrimo lardo di Colonnata IGP, una delizia unica della tradizione norcina locale. Il proprietario della larderia ci racconta come viene prodotto il lardo e qual è il suo ciclo di produzione e ci parla anche delle caratteristiche conche in marmo dove il prodotto finito viene conservato e messo a stagionare. Infine ci prepara un bel vassoio di degustazione con pancetta e lardo accompagnati da un cestino di sgabei appena cotti. Un aperitivo perfetto per concludere al meglio questo tour in compagnia di Toscana Tour Experience; perchè noi lo diciamo sempre, non solo l'occhio ma anche il palato vuole la sua parte, giusto? Ecco perchè Francesco, prima di tornare a Carrara e di salutare Luca, fa scorta di lardo, pancetta, guanciale e crema di lardo! Qui il rapporto qualità/prezzo è eccezionale! Non c'è lardo migliore di quello di Colonnata IGP, preso proprio a Colonnata direttamente dai produttori locali...ragazzi, si scioglieva in bocca, un tripudio per le mie papille gustative!

 lardo di colonnata

Con questa immagine idilliaca si è concluso anche il nostro interessante tour in jeep nelle cave di marmo di Carrara. Un grazie immenso a Luca per averci accompagnati e per averci dato la possibilità di scoprire tante chicche interessanti sul mondo del marmo! Qui sotto ti lasciamo una piccola fotogallery del nostro tour in jeep nelle cave di marmo di Carrara. Se questo articolo ti è piaciuto o ti è stato utile, puoi mandarmi un feedback personale all'indirizzo email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., lasciarmi un commento attraverso l'apposito box qui sotto o condividere l'articolo sulle tue pagine social tramite i bottoni presenti a fondo pagina (magari a qualche tuo amico potrebbe essere utile). Ti ringrazio moltissimo!

Artigiani del marmo
cave di Carrara
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Lardo di Colonnata

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