Grado: un ritorno nella città del sole

 Grado 2018

Ogni mio viaggio nasce da qualcosa, un desiderio, un sogno, una foto sulla Lonely Planet, una voglia di scoperta o una voglia di fuggire: seppur non molto positivo, anche questo viaggio ha un suo perchè! Avevamo proprio bisogno di staccare un attimo la spina, di prenderci una pausa lontano dalla realtà quotidiana, lasciando casa per qualche giorno. Queste ultime settimane sono state davvero stravolgenti per me e per la mia famiglia. La vita è imprevedibile ma per chi resta va avanti! Noi, io, mia sorella e mio papà, abbiamo cercato nel mare di Grado la forza per guardare avanti e per cercare di tornare a sorridere! Ecco il motivo di questa avventura in famiglia.

Una famiglia che non è più la stessa di quella di prima! Eh sì, ci è capitata una di quelle cose terribili che non ti aspetti e che evolvono talmente tanto velocemente che non riesci a stargli dietro per quanto tu veloce riesca a correre.  É stato un addio troppo forte, non eravamo e non saremmo mai stati pronti! Ma ora dobbiamo guardare avanti, trovare un nuovo equilibrio e noi abbiamo deciso di ricominciare con un viaggio, una nuova avventura insieme, perchè si sa, le difficoltà della vita si affrontano meglio in compagnia: l'unione da forza anche in questo caso! La scelta è stata semplice e non certo casuale: abbiamo deciso di regalarci 5 giorni al mare nella splendida Grado, la Città del Sole, una località turistica molto amata situata in provincia di Gorizia, nell'Alto Adriatico tra Venezia e Trieste.

 Grado turismo fvg

Le decisione di partire è stata presa dall'oggi al domani possiamo dire, giusto il tempo di tirare fuori la valigia dall'armadio e buttarci dentro qualche costume da bagno, un paio di vestitini leggeri, infradito e tanta, tanta voglia di felicità! Sì esatto, un viaggio alla ricerca della felicità che spesso sembra averti abbandonato per fuggire lontano, lontano lasciandoti sola in un mare buio. Per noi il mare invece è stato luce, energia, un pozzo di riflessione, una valvola di sfogo dove scacciare rabbia e dolore per lasciare il posto a quella gioia che ha sempre caratterizzato la nostra famiglia. Una cosa era certa: la meta doveva essere quella, Grado! Quante estati abbiamo trascorso a Grado io e mia sorella da piccole! Mamma e papà ci portavano sempre in estate le ultime due settimane di agosto, prima dell'inizio della scuola. Conosciamo quell'isola come le nostre tasche e sono passati troppi anni dall'ultima volta che ci siamo stati! Mamma amava Grado e noi ci siamo tornati. Maria, cara amica di mamma, è originaria di Grado e lei è sempre stata il nostro punto di appoggio per tutte le vacanze che passavamo qui. Ci trovavamo quasi sempre in 3-4 famiglie di amici, prendevamo in affitto degli appartamenti e passavamo insieme due settimane di fine estate davvero stupende, divertendoci come dei matti: noi bambini facevamo gruppetto a giocare ma anche gli adulti non erano da meno! Per questo ogni anno aspettavamo con ansia che arrivassero le vacanze al mare a Grado!

 Porto pescatori Grado

Anche questa volta non vedevamo l'ora di partire! Abbiamo caricato la Toyota di papà con i bagagli e con le biciclette (dopo vi dirò il perchè). Il nostro trio aveva un altro compagno di viaggio: la cagnolina di mia sorella, Kira, che vi ho già presentato in altri racconti di viaggio, è venuta con noi. É una piccola maltesina toy di 10 anni, davvero dolce, brava e molto affezionata a papà. Dopo 5 h di viaggio senza particolari intoppi (considerate che era anche la mattina di ferragosto), eccoci attraversare la laguna fino all'Isola di Grado per poi dirigerci sulla piccola Isola della Schiusa dove Maria, l'amica di mamma, ci aspettava a braccia aperte! Adoro Grado e come me molti altri viaggiatori e turisti provenienti da tutto il mondo. É una meta molto ambita e molto ricercata per le vacanze estive. Il suo territorio si estende tra la laguna omonima, la foce dell'Isonzo e il Mare Adriatico. La laguna comprende ben 30 isole di cui Grado è la maggiore. Oltre ad essa, sono stabilmente abitate anche l'Isola della Schiusa, dove alloggiamo noi, che è collegata a Grado tramite due ponti, e l'Isola di Barbana, che ospita un bellissimo santuario realizzato nel 582 a seguito di un voto fatto alla Madonna di Barbana dal patriarca Elia durante una mareggiata dalla quale ne uscì indenne. 

 in bicicletta a Grado

Sono tre le parole chiave che mi vengono in mente quando penso a Grado: mare, pesce e bicicletta. "Bicicletta" perchè a Grado si parcheggia la macchina quando si arriva e non la si tocca per tutta la vacanza fino al giorno del rientro: l'isola si gira completamente in bicicletta e sono molte le gite o le escursioni possibili in battello o in barca. "Pesce" perchè a Grado non manca il pesce fresco: una cosa che facevamo da piccole con mamma era alzarci presto alla mattina e andare al porto per assistere all'arrivo dei pescherecci carichi del pescato raccolto durante le battute di pesca della notte. I pescatori pulivano le reti davanti ai nostri occhi e mamma ne approfittava sempre per comprarci qualche sogliola fresca e un pò di canocchie da cucinare alla sera con un sughetto davvero squisito. "Mare" perchè a Grado il mare è davvero splendido: ci sono chilometri di spiagge sabbiose che proseguono fino alla punta più orientale dove il lungomare termina con una diga artificiale, una sorta di sbarramento creato parecchi anni fa per proteggere l'abitato dalle violenti mareggiate. Questa volta però io, mia sorella, papà e Kira non siamo andati quasi mai in spiaggia, ma ci appostavamo sempre sulla diga a prendere il sole facendo il bagno direttamente dalle rocce poste davanti. Questo perchè trascorrevamo al mare poche ore soltanto e qui si ritrovavano gli amici di Maria, per cui avevamo molto piacere a stare in loro compagnia.

 centro storico Grado

Le giornate sono volate! Al mattino io e Diana facevamo quasi sempre un giro in bicicletta in centro per fare colazione insieme a Maria e alle sue amiche, curiosavamo in qualche negozio o boutique sul lungomare per poi fermarci a prendere un pò di sole al mare. Papà ci seguiva con Kira oppure andava in bicicletta con gli amici di Maria: una mattina si sono fatti addirittura 80 km passando da Aquileia e Monfalcone. Roba da pazzi! Ci sono molte piste ciclabili poco fuori da Grado ma anche molti sentieri adatti per le mountain bike, sebbene i percorsi siano quasi tutti su terreno pianeggiante a meno che non ci si addentra nelle montagne del Carso; allora sì che iniziano le salite impegnative! Papà tornava cotto dai giri in bicicletta ed era quasi sempre ora di pranzo! Noi rientravamo tutti in appartamento per pranzare insieme. Mangiavamo quasi sempre qualcosa di veloce, fresco e leggero come un'insalata mista, verdura e frutta fresca, yogurt, cous cous alle verdure e piatti freddi già pronti. Abbiamo beccato una settimana molto bella ma anche molto calda per cui mettersi ai fornelli diventava pesante. Dopo pranzo solitamente noi donne tornavamo subito al mare e verso metà pomeriggio ci raggiungevano gli uomini insieme a Kira. Per lei papà si è procurato un bellissimo cestino in vimini da appendere sul manubrio della bicicletta, imbottito con un morbido cuscino bianco: così Kira veniva con noi a spasso per Grado.

 pesce al forno Grado

Si rientrava solitamente verso il tramonto, una doccia rinfrescante per levare il sale accumulato sulla pelle con i tanti bagni in acqua e verso le h 20.30-21.00 si usciva per la cena! Delle quattro sere che siamo stati a Grado, una volta abbiamo mangiato la pizza al trancio mentre per due sere di fila abbiamo scelto la cucina di pesce in due ristoranti molto buoni "La de le Mamole" sull'Isola dell Schiusa e "Al Pescatore" al porto di Grado: ne ho approfittato per abbuffarmi di pesce. Nel primo ho preso un brodetto di cozze e le tagliatelle al ragù di sardoni, mentre nel secondo ho provato il filetto di rombo fresco al forno! Che prelibatezza! Il pesce fresco mangiato direttamente al mare è ancora più buono. Il prezzo a testa si aggirava sui 25-20 € a testa (ricordatevi che il pesce fresco viene venduto a peso e ha un costo piuttosto alto ma una qualità eccellente e si percepisce in bocca). La sera restante invece abbiamo mangiato in una frasca a Medeazza, una piccola località a ridosso del Carso, molto vicino al confine con la Slovenia. Le frasche friulane sono case private aperte al pubblico per un breve periodo l'anno. Nascono come piccole aziende private a conduzione familiare, case di contadini dove vengono proposti prodotti del territorio di produzione locale. Anche quando andavamo a Grado da piccole, non mancava mai una serata in frasca! L'atmosfera è conviviale, si ride e si mangia in compagnia e in allegria, con un buon cibo che fa da padrone. Maria ci ha portato in una frasca bellissima, o meglio nella "Osmiza Boris" che aveva aperto da pochi giorni! Cosa abbiamo mangiato? Vino bianco a volontà, taglieri di salumi, formaggi, pane fresco fatto in casa, pomodorini, olive, cetrioli...tutto quello che la piccola azienda produce ed è in grado di raccogliere durante la stagione in corso. Non mancano i dolci: crostata alla marmellata fatta in casa e ricotta di capra con sciroppo di sambuco! Adoro mangiare in frasca: un ambiente semplice e gioioso all'aria aperta, buon cibo e soprattutto un ottimo rapporto qualità/prezzo. Siamo usciti a pancia piena e abbiamo speso circa 12 € a testa. É stata davvero una bella serata!

 Basilica Santa Eufemia Grado

Così sono trascorse le nostre giornate a Grado tra abbracci, sorrisi, pedalate in centro, tuffi al mare, riflessioni al tramonto e gelati in compagnia. Alcune mattine mi è capitato di prendermi un paio di ore tutte per me: zaino in spalla con dentro la mia macchina fotografica reflex, in sella alla mountain bike e via per il centro storico o per il ponto antico di Grado a scattare fotografie. Mi perdevo ad immortalare paesaggi! Al porto non sapevo resistere al fascino della laguna in lontananza o alle barche dei pescatori appena rientrate dalle battute di pesca: i loro colori vivaci freschi di verniciatura, i loro carichi di reti, galleggianti, attrezzature per la pesca catturavano la mia immaginazione. Non posso negare poi che Grado offre un centro storico davvero adorabile in quella che viene chiamata dai locali la "Gravo vecia": da un lato una lunga via pedonale ricolma di bar, ristoranti colorati, piccoli locali dove fermarsi per un aperitivo. La chiamano la "via della mangiatoia" in gradese. Proprio qui ci fermavamo a fare colazione al bar "La de la cesa" o a fare l'aperitivo al tramonto con uno spritz fresco prima di rientrare in Schiusa per la doccia. Dietro a questa via si apre un labirinto di viuzze strette e silenziose con angolini da favola e cortili graziosi. Avete in mente quelle piccole casette in sasso a vista, con le finestrelle dalle persiane color pastello con le tendine in pizzo bianco dietro al vetro, e con una ripida scalinata di accesso ricolma di un'infinità di vasi di fiori colorati? Ecco, qui era pieno di queste casette fiabesche. Per non parlare delle grazielle con i cestini di vimini appoggiate ai muri delle case o delle corti con qualche tavolino in legno all'ombra di un porticato ricoperto di glicine. Il cuore pulsante della città vecchia è costituito dalla Basilica paleocristiana di Santa Eufemia con il caratteristico campanile giravento caratterizzato dall'Anzolo di San Michele, simbolo di Grado. Per tutti i cinque giorni in cui siamo rimasti sull'isola, l'angelo puntava il dito verso Trieste, che, come mi ha spiegato Maria, stava ad indicare che tirava vento di Bora da Trieste! Questo venticello ci ha aiutati a patire meno il caldo!

 mare Grado

Grado è stupenda: il suo mare, la sua tranquillità, il suo sole, i suoi localini, la sua gente...ci hanno fatto emozionare e ci hanno fatto star bene. Sono stati 5 giorni particolari in famiglia e con amici. Ne torniamo a casa sicuramente più sereni, più uniti e credo anche più forti, pronti per affrontare un futuro che sicuramente sarà più difficile da mandar giù! Di una cosa sono sicura: tornerò presto a Grado, magari portandoci anche Francesco che non ci è mai stato. Grado non mi stanca mai, seppur io faccia davvero fatica a tornare più volte di fila nello stesso posto perchè ho sempre la tendenza a cambiare meta. Eppure Grado ha tutto con in più la consapevolezza che lì, in quel mare e in quel sole, potrò sempre ritrovare lei!

Grado 2018 Viaggia Con Alice
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