Una domenica di autunno nel Borgo del Sacro Monte di Varese

Alla scoperta del Sacro Monte di Varese

Non è la prima volta che mi reco in visita alla scoperta del Sacro Monte di Varese: fin da piccola, i miei genitori mi portavano spesso lì per una passeggiata domenicale! Vi assicuro che le sensazioni e le emozioni che provo ogni volta che raggiungo questo posto meraviglioso sono sempre nuove, come se mi trovassi qui ogni volta per la prima volta. I profumi, i paesaggi, i colori cambiano in continuazione e non mi stancano mai. Sono sicura che anche voi come me, ne rimarrete affascinati! Senza contare che parliamo di uno dei siti turistici più rinomati della provincia di Varese, riconosciuto nel 2003 come Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco

Il Sacro Monte è uno dei nove Sacri Monti prealpini dislocati tra Piemonte e Lombardia, in un contesto paesaggistico davvero molto ricercato. Dalla cima del Sacro Monte, a quota 883 m s.l.m., si gode uno splendido panorama sulla catena montuosa delle Alpi, sui diversi laghi prealpini e sul Parco Naturale Campo dei Fiori. Rappresenta un punto di incontro tra storia, cultura e religione, un vero e proprio fiore all'occhiello del capoluogo lombardo in grado di attirare ogni anno moltissimi turisti e pellegrini da tutto il mondo. Oggi ho deciso di portarvi proprio qui, raccontandovi una bellissima domenica di inizio autunno trascorsa alla scoperta del Sacro Monte di Varese in compagnia del mio fidanzato Francesco! 

Una delle quattordici cappelle poste lungo la Via Sacra
Una delle quattordici cappelle poste lungo la Via Sacra

Partiamo da casa nel primo pomeriggio diretti al Piazzale Montanari posto lungo Via Prima Cappella. Abbiamo intenzione di lasciare l'automobile parcheggiata qui per poi raggiungere il Borgo di Santa Maria del Monte sulla cima del Sacro Monte all'andata salendo con la funicolare e al ritorno scendendo a piedi lungo la via sacra. Per chi di voi non conosce bene il sito, i modi per poter raggiungere la cima del Sacro Monte sono molteplici: in automobile direttamente in cima fino al Piazzale Pogliaghi, in autobus attraverso la linea C delle Autolinee Varesine, con la storica funicolare Vellone-Sacro Monte, inaugurata nel 1909 e poi riaperta al pubblico nel 2000, oppure a piedi attraverso la via sacra, un percorso pedonale di 2 km che passa attraverso quattordici cappelle rappresentanti i Misteri del Rosario. Quest'ultima è sicuramente la modalità più caratteristica e più consigliata: si tratta di una sorta di percorso spirituale e di riflessione che unito alla fatica del cammino in salita, porta alla conquista della sommità del monte dove si trova il Santuario di Santa Maria del Monte all'interno dell'omonimo Borgo. Noi però, essendo abbastanza pigri, decidiamo di approfittare della funicolare all'andata, lasciando la passeggiata al ritorno in discesa. Si lo ammetto, siamo un pò furbetti. Essendo ancora molto presto, riusciamo facilmente a trovare parcheggio direttamente nel Piazzale Montanari proprio di fronde al bar/trattoria "Linea Ottantotto". In alternativa, se qui non doveste trovare parcheggio, potete lasciare l'automobile lungo Via Prima Cappella dove sono presenti altri posti.

La funicolare Vellone-Sacro Monte è una delle possibili vie per raggiungere il Borgo di Santa Maria del Monte
La funicolare Vellone-Sacro Monte è una delle possibili vie per raggiungere il Borgo di Santa Maria del Monte

Per raggiungere la stazione Vellone della funicolare, bisogna fare una piccola passeggiata di pochi minuti (sono circa 1300 m) passando all'interno della galleria, chiusa da una sbarra (tranquilli, solo un breve tratto è in galleria, il resto è all'aria aperta!). In alternativa sono presenti alcune (e oserei dire, anche rare) corse degli autobus di linea C, ma per essere sicuri conviene prima consultare gli orari con attenzione. Raggiungiamo la stazione della funicolare dove troviamo delle biglietterie automatiche: 1 € è il costo della tratta a persona, per cui vale la pena munirsi di monetine. Le corse sono ogni 10 min. Giusto il tempo di scattare qualche fotografia ed ecco arrivare la funicolare, un cabinotto quadrato di colore verde in grado di ospitare circa 50 persone: noi siamo soltanto in 12 a salire, ci stiamo comodi. Il viaggio dura davvero pochi minuti ma è molto affascinante e entusiasmante! Si gode di una vista panoramica e si riescono ad intravedere anche le antenne per le telecomunicazioni che dominano il tetto del Grand Hotel Campo dei Fiori, situato sul vicino Monte Tre Croci. Peccato che la funicolare sia attiva prevalentemente nei mesi primaverili ed estivi (per info sugli orari di funzionamento, vi consiglio di consultare la relativa pagina fb; per tutto il 2017 è stata aggiornata con costanza)! Ed eccoci nel cuore del Borgo di Santa Maria del Monte, un posticino tranquillo dominato dalla pace e dalla serenità. Passeggiamo un pochino, perdendoci qua e là in cortili, viuzze ombrose, sottopassi, palazzi in stile Liberty o balconate panoramiche. Ci sono molti turisti stranieri e molti visitatori ed è bello vedere quanto siano interessati a conoscere le bellezze culturali del nostro territorio. Viviamo in un paese ricco di storia, di arte e di cultura! 

Il Museo Baroffio si trova nel cuore del Borgo di Santa Maria del Monte
Il Museo Baroffio si trova nel cuore del Borgo di Santa Maria del Monte

Il Borgo di Santa Maria del Monte non è tuttavia solo un posto panoramico dove poter passeggiare, ma offre anche molti siti museali che meritano di sicuro una visita. Per questo ci mettiamo subito alla ricerca e ci imbattiamo nel Museo Baroffio, il cui ingresso è di 5 €. Ci accolgono due simpatiche ragazze che ci spiegano che tutti i siti museali presenti al Sacro Monte di Varese sono curati e gestiti da "Archeologistics", un'associazione che opera nella divulgazione e nella conoscenza del patrimonio culturale italiano realizzando servizi di visita guidata, educazione museale e turismo culturale. Marina, una delle responsabili dell'associazione, con molta gentilezza ci fornisce alcune spiegazioni sul museo. Il Museo Baroffio è il più antico museo di Varese tuttora visitabile: raccoglie beni artistici del Santuario, ai quali si sono poi aggiunte una raccolta di dipinti del barone Giuseppe Baroffio Dall’Aglio e una sezione di opere religiose del Novecento voluta dal Monsignor Macchi. Il museo nasce nel 1900 su progetto di Lodovico Pogliaghi per volontà dello stesso Baroffio che, non solo lasciò in eredità le sue opere, ma anche il denaro necessario per realizzare una struttura museale in grado di accoglierle. La visita aiuta a scoprire la storia del Sacro Monte con capolavori dell’arte lombarda, quali dipinti, miniature, disegni, sculture, ceramiche, monete, tessuti; al tempo stesso permette di volare lontano, con le opere di pittori fiamminghi e olandesi. Prima di salutarci, Marina ci lascia un opuscolo-guida per meglio ammirare e comprendere le opere esposte. Così saliamo sulla macchina del tempo e andiamo alla scoperta della storia di questo museo! Tra le opere esposte nella prima sezione, troviamo anche l'Antifonaria Ambrosiana, che è possibile approfondire con la realtà aumentata scaricando l'apposita app sul cellulare (per chi non è pratico, in questo modo si apre un video che spiega più nel dettaglio l'opera). Proseguiamo la visita al piano inferiore dove un dipinto cattura la nostra attenzione, soprattutto quella di Francesco! Ha uno stile familiare, con degli elementi noti e già visti da qualche parte...si, ma dove? Mannaggia, non me lo ricordo! Cerchiamo di ricordare a cosa possa essere collegato questo quadro ma ecco che l'occhio cade sull'autore dell opera, Amedeo Brogli. Eh sì, è proprio lui, il Sig. Brogli, ben conosciuto nel comune di Leggiuno perchè è autore di vetrate, mosaici e sculture realizzate nel 2010 per la cappellina degli Angeli dell'Oratorio di Leggiuno. Ecco dove avevamo già visto questo stile artistico! Mistero svelato! Terminiamo la nostra visita dopo circa 1 h abbondante. Un tuffo nel passato del Sacro Monte, ricco di storia e di cultura.

Il campanile del Santuario di Santa Maria del Monte domina sul Borgo
Il campanile del Santuario di Santa Maria del Monte domina sul Borgo

Appena usciti dal museo, ammiriamo la vista che si domina dalla balconata qui presente: riusciamo ad individuare il Lago di Varese, il Lago di Comabbio, in lontananza il Lago Maggiore e addirittura l'aeroporto di Malpensa; si vedono persino gli aerei in fase di decollo! Che spettacolo, sembra di essere davanti ad una miniatura in movimento della Lombardia. Ovviamente scattiamo qualche fotografia cogliendo al meglio i riflessi della luce. Purtroppo però alle nostre spalle, dal massiccio del Campo dei Fiori, stanno arrivando dei grossi nuvoloni grigi e temo che il sole presto ci abbandonerà! Caspita, non siamo pronti al brutto tempo, incrociamo le dita nella speranza che non venga a piovere! Attraversiamo la piazza davanti al Museo Baroffio: qui troviamo sia l'ingresso al Monastero delle Romite Ambrosiane, sia l'ingresso al Santuario di Santa Maria del Monte. Il Monastero, eretto ufficialmente nel 1474 per mano delle Beate Caterina e Giuliana, è l'unico sito chiuso al pubblico poichè accoglie una comunità di Romite che vivono in preghiera. Ci dirigiamo quindi all'interno del Santuario non è grandissimo ma si trova a quota 844 m s.l.m. dominando su tutta la provincia di Varese. E' il punto di arrivo del cammino religioso e spirituale della via sacra in quanto al suo interno sull'Altare Maggiore viene celebrato il XV mistero, ovvero il Mistero Glorioso dell'Incoronazione di Maria. Non sono in programma celebrazioni religiose per cui l'accesso è libero. All'esterno prevale lo stile rinascimentale mentre dentro domina il barocco: infatti rimaniamo colpiti dalla quantità e dalla maestosità delle decorazioni presenti. L'oro domina su tutti i colori: troviamo affreschi incantevoli, statue ornamentali, colonne riccamente abbellite e decorate. Un vero incanto del tutto inimmaginabile dall'esterno. Ci fermiamo per qualche fotografia e poi entriamo a visitare la vicina Cappellina delle Beate, che ospita in un altare i corpi delle Beate Caterina e Giuliana, cofondatrici del Monastero delle Romite.

Un panorama mozzafiato si ammira dalla Terrazza del Mosè: riconoscete i grattacieli di Milano?
Un panorama mozzafiato si ammira dalla Terrazza del Mosè: riconoscete i grattacieli di Milano?

Lasciamo il Santuario e ci dirigiamo alla meravigliosa Terrazza del Mosè. Questa non potete perdervela, è una delle terrazze più ampie ed affascinanti, dalla quale si gode un panorama davvero mozzafiato. Siamo davvero molto fortunati: sebbene alle nostre spalle i nuvoloni grigi continuano a minacciare pioggia oscurando tutto il Sacro Monte, in compenso in lontananza il sole brilla ed illumina l'orizzonte fin molto lontano. Vi assicuro che si vedono persino i grattacieli di Milano. Penserete che vi stia mentendo o che sia in preda ad un delirio, ma invece è la pura verità. Milano sembra così vicina, proprio lì davanti a noi ad un tiro di schioppo! Si distinguono il Giardino Verticale, la Torre Unicredit di Piazza Gae Aulenti, il Grattacielo Pirelli e addirittura il Duomo di Milano. Che panorama incantevole! Sia io che Francesco restiamo più di un quarto d'ora imbambolati con lo sguardo perso all'orizzonte quasi increduli davanti a quel paesaggio! Lo immortaliamo subito con le nostre fotocamere, giusto in tempo perchè purtroppo comincia a scappare qualche goccia. Uffi questa non ci voleva! Pian piano le gocce aumentano, mannaggia non abbiamo nemmeno portato gli ombrelli. Che cosa possiamo fare per non lavarci? Francesco ha una bella idea, molto invitante! Visto che piove e che è anche l'ora della merenda (sono circa le h 16.00), perchè non ci infiliamo in un bar? Quale posto migliore se non il ristorante Al Borducan?

E' l'ora della merenda: un'ottima
E' l'ora della merenda: un'ottima "Cioccolata Al Borducan" in uno dei locali storici del Sacro Monte

Ne avevo già sentito parlare parecchie volte, avevo letto molto sui giornali di questo storico locale, emblema del Sacro Monte. Ora mi si presenta l'occasione per conoscerlo e visitarlo di persona! Così vaghiamo nel Borgo e finalmente eccolo lì: non è difficile scovarlo in quanto all'esterno si presenta come una grossa palazzina a più piani di colore verdastro in pieno stile liberty recante una bordatura con la scritta Caffè Al Borducan! Di corsa dentro, al riparo dalla pioggia! Eccoci in un'elegante sala da tè circolare, tutta con boiserie ed affreschi, con grosse vetrate che si affacciano su una graziosa balconata panoramica con vista sui laghi. Non potevamo scegliere posto più incantevole. Qui abbiamo il piacere di conoscere il Sig. Riccardo, uno degli attuali proprietari e gestori, che ci fornisce alcune utili informazioni sulla storia del locale. Prima di tutto Al Borducan non è solo un ristorante ma è anche un albergo a 4 stelle con 8 camere a disposizione dei visitatori. Deve il suo nome all'Elixir Al Borducan, un liquore ottenuto dall'infusione di erbe aromatiche e scorze d'arancia, inventato e brevettato nel 1872 da Davide Bregonzio. Durante un viaggio in Algeria, egli conobbe le arance locali con le quali elaborò questo elixir: Borducan in arabo significa appunto arancia. Per continuare a produrre e a vendere questo liquore dalla ricetta segreta, gli eredi di nonno Davide decisero di aprire nel 1924 il Caffè Al Borducan nella palazzina che oggi ospita l'hotel. Che storia interessante! Rimango sempre molto colpita quando scopro le origini di alcuni prodotti locali delle mie terre. Il liquore ormai è divenuto l'emblema del Sacro Monte. Prendiamo posto al tavolo e consultiamo il menù. Quante prelibatezze, molte contenenti l'elixir di Bregonzio: tisana Al Borducan, spritz Al Borducan, torta Al Borducan...uhm, vediamo: per me una cioccolata Al Borducan mentre Francesco opta per lo spritz accompagnato da un bel piatto di salatini! La cioccolata è ottima, spicca il retrogusto amaro di arancia! Guardiamo fuori e senza accorgerci ha smesso di piovere ed è uscito nuovamente il sole, che fortuna! Il tempo vola quando si è coccolati da prelibatezze! Sono già le h 17.00, meglio proseguire la visita nel Borgo! Salutiamo Riccardo e ringraziamo per l'ospitalità avuta con la promessa di tornare presto Al Borducan magari per una cenetta romantica! Parola di Alice! 

L'elixir Al Borducan è il liquore che da il nome all'omonimo ristorante del Sacro Monte di Varese
L'elixir Al Borducan è il liquore che da il nome all'omonimo ristorante del Sacro Monte di Varese

La nostra prossima tappa è la Casa Museo Pogliaghi, posta sulla strada del ritorno lungo la via sacra, poco dopo l'ultima cappella. Il Museo Pogliaghi è una villa, oggi di proprietà della Veneranda Biblioteca Ambrosiana di Milano, progettata e realizzata da Pogliaghi stesso come un laboratorio-museo dedicato alla conservazione, allo studio e all’esposizione del frutto della sua passione collezionistica: qui sono raccolte opere ed oggetti archeologici di diversa epoca provenienti da tutto il mondo. L'ingresso costa 5 €. All'ingresso incontriamo nuovamente Marina che si offre disponibile per darci una rapida spiegazione della storia e delle opere contenute nel museo. Davvero affascinante! Pogliaghi aveva un fascino nell'arredamento davvero unico e pensare che questa era davvero casa sua! Non la sua dimora fissa ma una delle tante diciamo! Anch'io vorrei una casa così, tutta un'opera d'arte! Marina ci spiega che Pogliaghi non era solo un collezionista ma anche uno scultore. Infatti ci conduce nel suo enorme atelier dove ci mostra, trionfale e maestosa, la sua opera più nota: il gesso originale a grandezza naturale della porta Maggiore del Duomo di Milano. Che spettacolo! Sembra quasi di trovarsi proprio in piazza Duomo a Milano! Non immaginavo potessero esserci opere così emozionanti in questo museo. Per non parlare del corridoio che conduce all'atelier tutto ricoperto in oro realizzato come prova/bozza per creare la stanza da bagno dello Scià di Persia! Che lusso! Questa visita è stata davvero molto interessante e sorprendente.

Una delle 14 cappelle lungo la Via Sacra che conduce alla cima del Sacro Monte
Una delle 14 cappelle lungo la Via Sacra che conduce alla cima del Sacro Monte

Ringraziamo immensamente Marina e i suoi colleghi di Archeologistics e ci incamminiamo con calma lungo la via delle cappelle. La nostra vuole essere una semplice passeggiata di rientro per chiudere al meglio una giornata ricca di emozioni e di cultura. Anche perchè il sole sta già per tramontare, per cui è meglio rientrare! Attraversiamo piano piano tutte le quattordici cappelle della via sacra ognuna delle quali celebra un Mistero del Rosario rappresentato all'interno con gruppi scultorei e affreschi illustrativi. Le cappelle sono inserite in un paesaggio tipicamente di inizio autunno, ricco di colori caldi: troviamo castagni, robinie, aceri e betulle. Le loro chiome cominciano ora a colorarsi; piano piano poi le loro foglie cominceranno a cadere trasformando il viale acciottolato in un tappeto colorato. Anche per questo adoro la stagione autunnale: mi riempie di calore e di emozioni. La via è molto trafficata di persone. E' sempre un'emozione trovarsi qui e vedere che sempre più persone amano e apprezzano le ricchezze artistiche del nostro territorio. Un posto come il Sacro Monte merita di sicuro una bella visita, sia in famiglia che con amici. Quello che ha da raccontare e da mostrare è davvero tanto!

 

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