Cosa vedere nel Canavese

canavese - castello di agliè

Viaggiatori, siete mai stati nel Canavese in Piemonte? Per organizzare un weekend fuoriporta nel nord Italia tra borghi antichi, residenze sabaude, panchine giganti e vini piemontesi come l'Erbaluce, in questo articolo trovate tutte le informazioni sul Canavese e su cosa vedere nel Canavese. Il Canavese è un'estesa zona del Piemonte: si trova a sud della Valle d'Aosta ed è circondato dall'area di Torino, dal Vercellese e dal Biellese; è ricco di biodiversità e di borghi da vedere come Agliè, Castellamonte, Caluso e San Giorgio Canavese.

Il patrimonio a disposizione del turismo in Canavese è inestimabile: le vette del Parco Nazionale Gran Paradiso, i lunghi filari di colline a vigneto dove nasce un ottimo vino locale, l'Erbaluce di Caluso, la zona dei laghi come il lago di Viverone, terzo lago più grande del Piemonte, l'area della città di Ivrea, capoluogo del Canavese nonchè città che abbraccia l'Anfiteatro Morenico e che ha avuto un notevole sviluppo socio-economico nel secondo dopoguerra grazie al gruppo Olivetti. Questo è il Canavese! Vista la sua vastità e la sua biodiversità, è disponibile un portale online dedicato al turismo in Canavese, molto utile per trovare informazioni su cosa fare e cosa vedere nel Canavese. Vi lascio qui il link di riferimento www.turismoincanavese.com. Per qualsiasi dubbio, richiesta o domanda, potete contattare il portale di Turismo in Canavese direttamente tramite email e ricevere informazioni utili per organizzare al meglio il vostro viaggio in Canavese.

turismo in canavese

turismo in canavese

Abbiamo avuto l'occasione di scoprire il Canavese nel mese di maggio e ci siamo concentrati sui borghi di Agliè, Castellamonte e San Giorgio Canavese, anche chiamati le Tre Terre Canavesane, concludendo il tour a Caluso per scoprire il caratteristico vino Erbaluce. Per il nostro soggiorno nel Canavese abbiamo scelto il Vecchio Mulino di Bairo, situato appunto nel piccolo comune di Bairo a 40 km da Torino e a 90 km da Novara. Questa struttura sorge in una posizione tranquilla e isolata, nella campagna canavesana, lungo il Canale di Caluso, ma al tempo stesso strategica per poter visitare al meglio il Canavese. Il Vecchio Mulino di Bairo è difatti un antico mulino della seconda metà del 1500 che è stato recuperato e restaurato dai nipoti dell'ultimo mugnaio per essere trasformato in un agriturismo con 9 camere in stile rustico e bagno privato; gli ampi spazi interni ed esterni permettono alla struttura di trasformarsi anche in una location per eventi come meeting aziendali, feste private e cerimonie. Il trattamento offerto è quello di pernottamento con prima colazione inclusa, ma su richiesta è possibile prenotare anche la cena, un servizio che noi abbiamo sfruttato una delle sere del nostro soggiorno. Vi lascio qui il link di riferimento per consultare disponibilità e prezzi.

Verifica disponibilità

Partendo dal Vecchio Mulino di Bairo, ci siamo poi mossi in auto per esplorare i borghi più caratteristici del Canavese: Agliè, Castellamonte, San Giorgio Canavese e Caluso. Nell'immagine qui sotto ↓ potete vedere il nostro itinerario. Ovviamente è necessario spostarsi con un mezzo proprio. Siete pronti a scoprire cosa vedere nel Canavese in Piemonte?

turismo in canavese 

 

COSA VEDERE AD AGLIÈ

La cittadina di Agliè è conosciuta soprattutto per il suo bellissimo Castello Ducale di Agliè, reso celebre dalla romantica fiction "Elisa di Rivombrosa", con protagonisti gli attori Vittoria Puccini e Alessandro Preziosi. Sono cresciuta senza perdermi una sola puntata di Elisa di Rivombrosa e del sequel "Agnese - La figlia di Elisa", per cui fin da piccola sono innamorata dal Castello di Agliè. La costruzione del nucleo centrale del Castello Ducale di Agliè è iniziata nel XII secolo per conto della famiglia dei San Martino, originari del Canavese. Fu dimora di Casa Savoia: in questa "umile" reggia dimorarono il duca Carlo Felice e la duchessa Maria Cristina di Borbone. Nel 1939 lo Stato acquistò dalla Casa Reale il castello per la modica cifra di 8 milioni di lire; venne adibito a museo ancora oggi aperto al pubblico dopo un ulteriore restauro avvenuto negli anni ottanta. La dimora fa parte del circuito dei castelli del Canavese e dal 1997 è parte del sito Patrimonio Unesco che porta il nome di Residenze Sabaude. Strutturalmente il piano nobile del castello, a forma di quadrato con una corte centrale, si compone di due parti simmetriche, una riservata alla componente femminile e una a quella maschile.

canavese - castello di agliè

canavese - castello di agliè

Il Castello di Agliè è visitabile tutti i giorni tranne il martedì, giorno di chiusura. In settimana gli orari di apertura sono dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 mentre nel fine settimana vige l'orario continuato dalle 9.00 alle 19.00. L'ingresso avviene da Piazza Castello dove si trova la biglietteria, con visite guidate con partenza ad ogni ora. Il costo della visita è di 8€. Tra le sale più belle, mi sento di nominare la Galleria Verde, speculare rispetto alla Galleria d'Arte, il Salone da Ballo, la Sala della Musica e la Sala Gialla (nella foto qui ↓ sotto), dove vi invito ad ammirare con attenzione le pareti: nella carta da parati sono incastonati tanti cristalli di swarovski che, con la luce del sole che entra dalle finestre, donano una luminosità straordinaria alla sala.

Il Castello di Agliè è circondato su tre lati da un grande parco (circa 320.000 m²). Nel 1839 il parco venne sistemato in forme romantiche, con giardini all'italiana e all'inglese organizzati in terrazze su tre piani. Il biglietto per l'accesso al parco è di 3€

 canavese - castello di agliè

canavese - castello di agliè

Prima di lasciare Agliè, vi consiglio di fare un salto alla Pasticceria Alfonsi in via Guido Gozzano. Si tratta di una storica pasticceria a conduzione familiare, nata nel 1960, specializzata nella produzione di biscotti artigianali della tradizione piemontese. Una tappa gustosa per assaggiare i caratteristici torcetti di Agliè, dei biscotti a pasta lievitata realizzati con burro, farina, zucchero e acqua tiepida, e modellati a forma di taralli a goccia e passati infine nello zucchero semolato. Altri biscotti secchi tipici piemontesi che potete trovare alla Pasticceria Alfonsi sono i savoiardi, perfetti da inzuppare, e gli anicini, la cui pasta è aromatizzata con l'anice. Se invece cercate un posticino dove fermarvi per cena, vi consiglio la Trattoria Scudo di Francia in via Principe Amedeo. Non è aperta tutte le sere (nel caso fate prima una telefonata), ma qui avrete la possibilità di gustare la merenda sinoira. Il termine deriva da sina ovvero cena in dialetto piemontese. Si tratta di un pasto consumato nel tardo pomeriggio e fino all'orario di cena (spesso la sostituisce), nato dall'esigenza dei contadini di doversi rinfocillare dopo il lavoro nei campi nelle calde giornate estive e autunnali per poi proseguire fino a sera: la merenda sinoira è composta da diverse portate molto semplici, fresche e a base di prodotti tipici piemontesi come vitello tonnato, carne cruda, frittate, salumi e formaggi locali. Un lungo ed abbondante apericena da provare in abbinamento ad un buon bicchiere di vino!

merenda sinoira

 

COSA VEDERE A CASTELLAMONTE

Castellamonte fa parte dell'Associazione Italiana Città della Ceramica: è infatti nota a livello europeo per la produzione di ceramiche artigianali e artistiche e per le stufe in ceramica. Le prime stufe di terracotta risalgono probabilmente al XVI secolo. Bisognerà attendere la fine del Settecento per vedere invece il primo caminetto Franklin, caminetto in terracotta a circolazione d'aria e fuoco visibile. Ancora oggi a Castellamonte ci sono diverse aziende storiche che producono e vendono stufe, elettriche o a legna, e caminetti in terracotta. Ne è un esempio la Fornace Pagliero che si occupa di ceramica da oltre 200 anni. L'azienda ospita spesso delle mostre di ceramica locale e, su prenotazione, propone anche delle visite guidate della fabbrica: vi lascio qui il link al sito per maggiori informazioni www.fornacepagliero.it. La materia prima per la produzione della ceramica è data dalla terra rossa, presente in grande quantità a Castellamonte.

 ceramica castellamonte

Oggi sono presenti diverse cave industriali per l'estrazione autorizzata della terra rossa finalizzata alla produzione della ceramica; è possibile ammirare questa caratteristica terra rossa con una passeggiata nella natura alla scoperta dei Castelletti di Sant'Anna Boschi a Castellamonte. I Castelletti sono delle formazioni geologiche, delle torri, causate dall'erosione delle rocce di terra rossa dalle quali un tempo veniva ricavata appunto l'argilla per la ceramica. Non lontano dal sentiero che conduce ai Castelletti (per il quale ricordatevi le scarpe da trekking), si trova il laboratorio artigianale di Corrado Camerlo. Su prenotazione è possibile prendere parte a delle visite guidate durante le quale Corrado spiega il processo di lavorazione della ceramica e mostra dal vivo la lavorazione al tornio. Nel laboratorio di Corrado potrete osservare un oggetto in ceramica tipico della zona del Canavese: la tofeia, una pentola panciuta con quattro manici e coperchio utilizzata dai locali per preparare l'omonimo piatto, una zuppa invernale a base di fagioli e cotiche.

 castelletti castellamonte

ceramica castellamonte

ceramica castellamonte

Anche il centro cittadino di Castellamonte richiama l'importante legame che questa città ha con la ceramica: i principali negozi e attività, portano all'esterno delle pittoresche e colorate insegne realizzate in ceramica che mostrano il mestiere eseguito. Questo per l'edicola, il tabaccaio, il macellaio, il barbiere o l'ortolano. Inoltre meritano una visita altri edifici di notevole importanza. Primo fra tutti l'Arco di Pomodoro, testimonianza dell'intervento di Arnaldo Pomodoro alla XXXV mostra della ceramica di Castellamonte nel 1995: ha un raggio di 6 metri ed è composto per ogni faccia da 7 formelle decorate che si alternare ad altri lisce. Non lontano dall'Arco di Pomodoro si trova la Rotonda Antonelliana, ciò che resta del grandioso progetto di Alessandro Antonelli, avviato nel 1842, per la realizzazione della Chiesa di San Pietro e Paolo. La chiesa sarebbe dovuta essere grande quanto la Basilica di San Pietro! Già nel 1846, dopo la realizzazione delle mura perimetrali, i lavori vennero abbandonati per mancanza di fondi. Come ripiego, nello spazio che, secondo il progetto originale, doveva occupare il presbiterio dell'enorme chiesa, venne realizzata la chiesa in stile neogotico oggi visibile. Nello spazio circolare delimitato dalle mura di pietre e mattoni rossi, si tiene nel mese di agosto un'importante mostra di ceramica.

 ceramica castellamonte

ceramica castellamonte

In Piazza della Repubblica si trova invece l'enorme Stufa di Ugo Nespolo. Venne iniziata nel 2002 e completata nel 2008. La struttura di base in cemento armato è rivestita da formelle di ceramica disegnate da Nespolo e realizzate dagli artisti ceramici Sandra Baruzzi e Guglielmo Marthyn con il supporto degli allievi dell'Istituto d'Arte Felice Faccio di Castellamonte. É il simbolo di Castellamonte! Nel centro di Castellamonte non mancano mostre ed esposizioni temporanee o permanenti dedicate alle opere in ceramica. Nel Palazzo Botton in Piazza Vittorio Veneto si trova anche il Museo della Ceramica di Castellamonte, aperto al pubblico dal 1993 e ad accesso gratuito. Anche Castellamonte ha il suo castello che sorge sulla collina che domina la pianura del Canavese. Il complesso è costituito dal Palazzo Bianco edificato da Amedeo di Castellamonte, l'architetto dei Savoia autore della Reggia di Venaria, e dalla scenografica Torre Rossa con la tipica merlatura neogotica realizzata da Luigi Formento a metà Ottocento. 

ceramica castellamonte

 

COSA VEDERE A CALUSO

Caluso è un piccolo comune situato a sud del Parco Naturale del Lago di Candia. La particolare posizione geografica sul versante meridionale esterno dell'anfiteatro morenico di Ivrea, unitamente al clima della zona, favorisce la coltura e la produzione di vini quali l'Erbaluce di Caluso e il Caluso Passito. Ecco perchè a Caluso ha sede l'Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino, aperta per visite e degustazioni il sabato e la domenica. Come quasi tutti i borghi del Canavese, anche Caluso ha il suo antico castello medioevale ormai completamente in rovina: è chiamato Castellazzo e si trova in posizione panoramica.

erbaluce di caluso

Passando da Caluso, noi abbiamo scelto di visitare una cantina vinicola scegliendo la Cantina Gnavi. Vi lascio qui il link diretto www.cantinagnavi.it con tutti i contatti necessari per prenotare una visita guidata con degustazione: vi risponderà Giorgio Gnavi, un ragazzo davvero molto simpatico, esperto in materia e innamorato del suo lavoro. La Cantina Gnavi si trova in via Cesare Battisti, nel centro di Caluso. Per conoscere la storia della cantina bisogna andare parecchio indietro nel tempo, alla fine dell'Ottocento, con la nascita di una piccola azienda familiare di carradori che, oltre a occuparsi del trasporto di merci, si specializzò nella coltura della vite. Fu il Cavalier Giovanni ad iniziare la produzione e poi il commercio dei vini negli anni '50 del secolo scorso. Negli anni '90, il testimone è passato ai figli del Cavalier Giovanni, Carlo e Guglielmo, che hanno introdotto nuove produzioni, unendo tradizione ed innovazione. Oggi, Carlo, unico erede, insieme al nipote Giorgio, coltiva con passione i vitigni di proprietà, tutti siti in Caluso: da essi hanno origine diverse declinazioni di Erbaluce. 

erbaluce di caluso

erbaluce di caluso

Ma che vino è l'Erbaluce? Il termine Erbaluce indica il nome del vitigno, coltivato esclusivamente nel Canavese, caratterizzato da acini brillanti e luminosi come i colori dell'alba. Ne nascono vini differenti come un bianco secco, uno spumante e un passito. L’Erbaluce è il primo vino bianco piemontese ad ottenere la DOC nel 1967 e la DOCG nel 2010. Le visite guidate alla Cantina Gnavi vengono organizzate in 3 percorsi diversi che permettono di scoprire la storia dell'azienda e il vino prodotto. Oltre alla visita nelle cantine storiche, è prevista una degustazione finale di 6 vini accompagnati da diversi stuzzichini locali. Quello che varia è la durata e il prezzo, differente a seconda di come si accompagna la degustazione.

erbaluce di caluso

Per gli appassionati di big bench, non lontano dalla Cantina Gnavi, proprio tra i vigneti della cantina stessa è possibile raggiungere una panchina gigante del progetto Big Bench Community Project (per maggiori informazioni sulle panchine giganti, vi consiglio di leggere il seguente articolo Panchine Giganti: dove sono e come trovarle). Si tratta della panchina gigante blu e gialla numero 147 di Caluso: con una piccola passeggiata, lasciando l'auto sulla SP84, si raggiunge la panchina, immersa tra i vigneti. Vi accorgerete quindi che i vigneti di Erbaluce sono alquanto particolari... sono vigneti a pergola ovvero crescono come a creare un pergolato, come vedete nella foto qui ↓ sotto. 

erbaluce di caluso

panchina gigante

Se invece siete alla ricerca di un buon ristorante a Caluso, vi consiglio il Ristorante Gardenia in Corso Torino, a soli 400 metri dalla Cantina Gnavi. Lo chef Mariangela Susigan, vi accoglierà in una raffinata ed elegante casa dell'800: sale accoglienti, arredi eleganti, mise en place con argenteria, tovaglie di lino e fiori freschi fanno da cornice ad una grande cucina. Oltre alle sale interne il ristorante dispone di un fresco dehor, un grazioso giardino e un magnifico orto. La cucina è moderna, basata sui prodotti tipici del territorio, curati anche nei colori e nell'impiattamento. Vi consiglio di prenotare www.gardeniacaluso.com

 

COSA VEDERE A SAN GIORGIO CANAVESE

Il territorio di San Giorgio Canavese si estende nella piana originata dal torrente Orco. Anche San Giorgio Canavese ha il suo castello, un tempo di proprietà della famiglia dei Conti di Biandrate. Ma il castello di San Giorgio Canavese, come anche quello di Castellamonte, sono chiusi al pubblico e visitabili solo in occasione di eventi e manifestazioni. Se passate da questo borgo, due sono i luoghi che dovete visitare: la Pasticceria Roletti e il Museo Etnografico Nossi Raiss. Partiamo dalla meta più gustosa, la storica Pasticceria Roletti aperta il 5 gennaio 1896 da Giuseppe Roletti. La si nota facilmente, lungo via Carlo Alberto, perchè la sua porta d'ingresso, impreziosita con un pregiato vetro legato a piombo, riporta gli stemmi delle due casate reali servite negli anni.

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Varcate l'ingresso per fare un tuffo indietro nel tempo: se siete fortunati come noi, potrete incontrare Francesco, ultimo erede della famiglia Roletti che amerà raccontarvi la storia e le ricette tramandate di generazione in generazione che hanno portato alto il nome della pasticceria di famiglia. É stato proprio il nonno di Francesco a creare la ricetta dei biscotti della Duchessa, caratteristici di San Giorgio Canavese. La nobile in questione è la Duchessa di Pistoia d'Arenberg che nel 1933, deliziata dalle specialità della pasticceria, concede ai Roletti il diritto di fregiarsi del titolo di fornitore. A lei viene così dedicato questo dolcetto, che ricorda molto una meringa al cacao; la Duchessa lo adorava, in abbinamento al caffè o ad una tazza di cioccolata calda. La tradizione popolare narra che la nobile usasse come dolce pretesto per le sue fughe amorose quello di dover andare a San Giorgio Canavese per poter acquistare le Duchesse da Roletti. Oltre ai biscotti della Duchessa, da Roletti potete trovare anche i torcetti di Agliè, le bignole al vino, torte, biscotti e dolcetti di ogni tipo. Fatevi venire l'acquolina in bocca al seguente link www.roletti1896.it.

 cosa vedere nel canavese

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Terminata la sosta golosa, vi consiglio una visita al Museo Etnografico Nossi Raiss, una preziosa e straordinaria raccolta di oggetti e ambienti della cultura popolare e contadina locale, organizzata all'interno della casa natale di Carlo Botta, storico e politico italiano. I pezzi in mostra sono più di 1700: la raccolta è stata avviata dal postino di San Giorgio Canavese, Giuseppe Dorma, che iniziò a tenere da parte oggetti di vita quotidiana legati a qualsiasi mestiere artigiano. Nel museo sono così esposti gli strumenti di lavoro del fabbro, del contadino, del falegname, con realistiche rappresentazioni degli ambienti quotidiani di un tempo come la casa o la scuola. É proprio grazie a questo museo che abbiamo scoperto che il termine Canavese per indicare questa zona geografica del Piemonte era legato al fatto che in queste terre veniva coltivata la canapa fino agli anni '70. La canapa aveva molti e svariati utilizzi: serviva per creare sacchi, indumenti, tovagliati, lenzuola, corde. Il museo è stato fondato nel 1994: nella stagione estiva è aperto il sabato pomeriggio e la domenica oppure su prenotazione per piccoli gruppi, sempre contattando il portale di riferimento di Turismo in Canavese

 cosa vedere nel canavese

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Due parole vanno spese per le ultime sale del museo dedicate a due illustri personaggi nativi di San Giorgio Canavese: il primo è appunto Carlo Botta, del 1766, e il secondo Antonio Michela Zucco, del 1815, conosciuto per aver inventato la macchina fonostenografica Michela, utilizzata ancora oggi in Senato per la redazione dei resoconti stenografici. Il metodo Michela si basa sull'utilizzo di un'apposita tastiera formata da venti tasti, simili a quelli di un pianoforte; ad ogni tasto è associato un segno grafico ed un preciso valore fonico. Al museo è possibile ammirare uno dei primi tre esemplari originali realizzati nel 1862. Si tratta di un pezzo davvero prezioso, niente male non credete?

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