PARTE 1: Teglio e i famosi pizzoccheri della Valtellina
Sveglia all'alba! Ci aspetta un lungo viaggio in pullman e una giornata carica di emozioni nel cuore della Valtellina! La partenza è prevista alle h 7.00 davanti al comune di Brebbia, piccolo paesino situato nelle vicinanze del Lago Maggiore, in provincia di Varese. Come già accennato, la nostra è una gita di gruppo organizzata in toto da una agenzia di viaggi locale. Per cui una volta saliti sul pullman, non dobbiamo pensare di nulla: questo è il bello delle gite organizzate, non bisogna preoccuparsi dell'itinerario o di dover mantenere l'attenzione alla guida, un elemento che ha giocato a nostro favore.
Sul pullman troviamo molte facce conosciute, amici di famiglia o semplici conoscenti: troviamo sia giovani coppie di ragazzi ma anche molti pensionati piuttosto in su con l'età. Questo vi permette di capire che questa gita era davvero alla portata di tutti.
Non appena il pullman imbocca l'autostrada al casello di Vergiate, il responsabile dell'agenzia passa tra i sedili per offrirci una buona crostatina alla frutta, un pensiero gentile da parte sua visto che a casa avevo avuto solo il tempo di bere un caffè veloce. Terminata la crostatina, crollo in un bel pisolino e mi perdo così buona parte del viaggio. Attraversiamo tutto il territorio del comasco fino ad arrivare a Lecco; qui usciamo dall'autostrada e risaliamo tutto il ramo orientale del lago di Como lungo una strada provinciale ricca di gallerie. La prima meta è Teglio, che dista da Brebbia 188 km per un totale di circa 2,40 h di viaggio. Meno male che facciamo tappa a Morbegno, una piccola località situata appena prima di Sondrio. Qui ci fermiamo allo spaccio della Galbusera, che essendo le h 9.00 ha appena aperto le porte al pubblico. Faccio scorta di biscotti ai cereali e di crackers integrali a prezzi stock davvero vantaggiosi. Ne approfittiamo anche per andare in bagno e dopo una mezzoretta alle h 9.30 ripartiamo per Teglio. Che paesaggi magnifici incontriamo. Una volta lasciato Sondrio alle nostre spalle, il panorama che osserviamo diventa subito montuoso: siamo circondati dalle Alpi Orobie, dalle Alpi Bergamasche e dalle Alpi Retiche, trovandoci così nel cuore della Valtellina, un'ampia valle attraversata dal fiume Adda. Pur essendo solo fine febbraio, le cime delle Alpi sono prive di neve, ad indicare quanto questo inverno sia stato scarso in termini di precipitazioni nevose. Proprio ai lati della strada che percorriamo troviamo invece colline e colline interamente coltivate a grano saraceno, ulivi e mele, i tre punti forte di questa regione.

Il pullman comincia ad inerpicarsi lungo strette stradine di montagna: stiamo per raggiungere Teglio, un piccolo paesino situato a 900 m di altitudine su un ampio terrazzo del versante retico. In antichità era un borgo molto importante che diede il nome all'intera valle (il termine Valtellina origina dal latino Vallis Tellina ovvero Valle di Teglio). Qui abbiamo 2 ore di tempo libero prima del pranzo. Così visitiamo la bellissima chiesa di S.Eufemia, fondata tra il V e il Vi secolo, e la imponente Torre di Teglio, che rappresenta ciò che resta di un antico castello di epoca medioevale. Accanto alla torre troviamo la piccola chiesetta di S. Stefano, anch'essa di origine medioevale, che era la cappella del castello. Da questa posizione strategica si gode di una vista mozzafiato su tutta la valle. La temperatura è gradevole, la primavera è alle porte, e si gira piacevolmente senza giacca nonostante i 900 m a cui ci troviamo.
Poco prima di mezzogiorno ci rechiamo al ristorante/hotel “Il Combolo”, dove ci aspetta un ricco pranzo che porta in tavola tutti i sapori e le ricette tradizionali della Valtellina. Ho già l'acquolina in bocca! “Il Combolo” è un ristorante di rilievo fondato nel 1905 che ha ricevuto numerosi premi e riconoscimenti per la cucina autentica e genuina che propone ai suoi clienti. La fama di questo ristorante è dovuta alla passione e alla bravura con cui vengono preparati i famosi pizzoccheri, un piatto tipico valtellinese riconosciuto dall'Accademia del Pizzocchero di Teglio. Questa Accademia è stata fondata da alcuni ristoratori e commercianti di Teglio il 2 agosto 2002 con lo scopo di tutelare, promuovere e diffondere il Pizzocchero di Teglio incoraggiando tutte le iniziative che contribuiscono a valorizzare la conoscenza dell'enogastronomia valtellinese. In quest'ottica l'Accademia del Pizzocchero di Teglio ha riconosciuto e premiato i pizzoccheri de “Il Combolo”, che oggi noi fortunati abbiamo avuto l'onore di assaggiare.
Prima del pranzo, la proprietaria del ristorante ci da una rapida spiegazione e dimostrazione pratica di come vengono preparati. Per conoscere la ricetta autentica di questo piatto, vi rimando alla lettura dell'articolo intitolato “La ricetta dei pizzoccheri della Valtellina”. Che piatto gustoso, ne ho mangiate ben due porzioni! Il bis non poteva mancare, alla faccia del colesterolo! Erano troppo buoni, si scioglievano in bocca! I pizzoccheri ci sono stati serviti come primo piatti, preceduto da un antipasto composto dagli Sciatt di Teglio, delle frittelline di grano saraceno ripiene di formaggio Casera locale. Come secondo ci hanno portato un piattone di petali di bresaola IGP e come dolce due fette di Bisciola una specie di panettone ripieno di uvetta, noci e fichi secchi accompagnato da una crema al Braulio. Il pranzo è stato accompagnato da dell'ottimo vino rosso Valgella e da acqua rigorosamente locale, ovvero Levissima.
Mi sono fatta un'abbuffata spaventosa! Che ottimi sapori! Era la prima volta che gustavo i pizzoccheri e me ne sono innamorata. Cercherò di prepararli anch'io seguendo con precisione la ricetta che ci hanno fornito. Gustare questi piatti tradizionali della Valtellina è stata una “chicca” di questa meravigliosa giornata!
Continua a viaggiare con noi con la SECONDA PARTE














