Tre cime di Lavaredo, trekking sulle Dolomiti: GIORNO 4

GIORNO 4: Mercoledì, 19 Luglio 2018
Buongiorno da Ragogna! Dalle finestre della nostra camera entrano i primi raggi di sole ad indicare che il tempo è splendido e noi siamo pronti per nuove avventure! Oggi lasceremo il Friuli per salire in montagna, tra le alte vette delle Dolomiti dove ci aspetta un trekking nella natura in uno dei paradisi più belli del Nord Italia, dichiarati Patrimonio dell'Umanità dall'Unesco. Sono sicura che le Dolomiti sapranno regalarci emozioni splendide! É stato Francesco a voler inserire questa tappa: tra tutte le passeggiate che queste zone offrono, ha scelto quello che ci porterà alla scoperta delle Tre Cime di Lavaredo, il simbolo delle Dolomiti e dell'Alta Val Pusteria.
Sistemiamo i bagagli, ci vestiamo con abbigliamento tecnico da trekking ma, prima di partire, scendiamo nella terrazza dell'Agriturismo Casa Rossa ai Colli per la colazione. Iniziare la giornata con un buffet di prodotti locali e con un vassoio di prosciutto crudo San Daniele immersi nella pace e nella tranquillità delle collone friulane è quello che più mi mancherà di questo posto. Alessandra, la proprietaria, ci ha fatto sentire davvero a casa. Effettuiamo il check-out: vi ricordo che soggiornando in questo agriturismo abbiamo speso 160 € per 2 notti in camera doppia con ottima colazione compresa! Siamo fortunati perchè questa mattina Alessandra è in compagnia di Carlo, un suo caro amico, nonchè guida escursionistica esperta delle Dolomiti. Carlo ci da alcuni consigli ed informazioni utili per vivere al meglio la nostra giornata alla scoperta delle Tre Cime di Lavaredo. Recuperiamo dal frigo i panini ripieni con il crudo di San Daniele che ci siamo fatti preparare ieri dal Prosciuttificio Prolongo: questi saranno il nostro pranzo al sacco di oggi.


Verso le h 10.00 saliamo in macchina! Ci aspettano circa 2,5 h di viaggio. Salutiamo il Friuli Venezia Giulia per passare in Veneto. La strada comincia piano piano a salire e a diventare sempre più ricca di tornanti; il paesaggio comincia a cambiare lasciando spazio a cime rocciose, boschi di pini e chalet in legno con i balconi ricolmi di vasi di gerani colorati. Davanti a noi le classiche cartoline di un paesaggio di montagna! Raggiungiamo Cadore in provincia di Belluno a quota 1754 m di altitudine dove si trova uno dei più bei laghi naturali del nord Italia, il Lago di Misurina (che potete ammirare nella foto qui sopra). Sono sicura che avrete già sentito parlare di questo lago, non solo perchè la sua storia è legata ad una leggenda resa famosa da una canzone di Claudio Baglioni, ma anche perchè è una meta turistica molto ricercata. Costeggiamo tutto il lago fino alla porzione nord, dove ci fermiamo un istante per scattare la classica fotografia, sì esatto quella che ritrae la sagoma del Grand Hotel Misurina che si specchia nelle acque del lago!

Non è però il Lago di Misurina la nostra meta ma il Rifugio Auronzo, situato ben più in alto a quota 2320 m, punto di partenza di molti percorsi escursionistici sulle Dolomiti attorno alle Tre Cime di Lavaredo (i sentieri di trekking presenti sono moltissimi; trovate molte informazioni a riguardo al seguente link). Riprendiamo quindi l'auto e proseguiamo a nord del lago, imboccando la strada asfaltata a doppio senso sulla destra, necessaria per raggiungere il parcheggio del rifugio. Questa strada è a pagamento e infatti, dopo alcuni tornanti in salita, incontriamo la sbarra del pedaggio: 30 € per le auto (20 € per le moto). Al di là del costo, a mio dire un pò salato, siamo stati molto fortunati a trovare la strada aperta, nonostante fossero già quasi le h 13.00. Infatti quando il parcheggio su al rifugio è pieno, la strada viene chiusa. L'alternativa per salire è andare a piedi se si ha un buon passo e molto fiato (dal Lago di Misurina al Rifugio Auronzo sono circa 8 km in salita e credo che ci vogliano almeno 2 h se non 2,5 h) o con i bus di linea, novità di questa estate, in partenza da Misurina o anche da Dobbiaco (anche in questo caso vi lascio alcuni link ai quali troverete informazioni utili per raggiungere le Tre Cime in autobus). In ogni caso lungo la strada che costeggia le rive del Lago di Misurina dopo il Grand Hotel, si trova un Ufficio Turistico al quale potrete chiedere tutte le informazioni necessarie e ritirare le mappe dei sentieri.


Pagato il pedaggio, man mano che si sale, l'emozione cresce di pari passo perchè intorno a noi si apre un panorama stupendo. Finalmente raggiungiamo molte automobili parcheggiate un pò ovunque e troviamo giusto un posto comodo dove lasciare la nostra auto. Siamo arrivati al Rifugio Auronzo, sulla cresta meridionale delle 3 Cime, sotto un cielo così azzurro e limpido che sembra colorato a mano da un bambino! Davanti a noi il paesaggio spazia verso la Valle dell'Ansiei e Auronzo di Cadore, il Lago di Misurina e il Lago d'Antorno, il Sorapiss (3205 m) e il Monte Cristallino di Misurina (2775 m); alle nostre spalle ci sono invece proprio loro, le Tre Cime di Lavaredo che da questa prospettiva non si riescono bene a percepire distintamente perchè appaiono come un grosso ammasso di roccia. Visto che sono già le h 13.30, ci prendiamo qualche minuto per mangiare i panini al prosciutto crudo portati nella borsa frigo, un ricordo di San Daniele. Pieni di energie e carichi di emozione, con la reflex al collo, partiamo per il trekking alla scoperta delle Tre Cime di Lavaredo. Poichè nessuno di noi aveva mai visto le Tre Cime prima d'ora, decidiamo di intraprendere il percorso che dal Rifugio Auronzo porta prima al Rifugio Lavaredo e poi al Rifugio Locatelli. Non si tratta del classico giro ad anello proposto dai manuali quanto più che altro un semplice viaggio andata/ritorno; questo perchè il tempo che abbiamo a disposizione prima del tramonto non è moltissimo e non ci permette di fare lunghe passeggiate. Ricordatevi che sulle Dolomiti tutti i rifugi sono aperti da metà giugno a fine settembre circa e offrono non solo vitto ma spesso anche un alloggio dove passare la notte.

Lasciamo il Rifugio Auronzo alle nostre spalle e imbocchiamo il sentiero n° 101, una strada sterrata chiusa al traffico con un andamento pianeggiante e semplice, il che la rende molto affollata di turisti. Dopo 15 min si raggiunge una piccola chiesetta dedicata a Maria Ausiliatrice, dove ci fermiamo per scattare alcune fotografie paesaggistiche. Come siamo in alto! Dalla posizione in cui ci troviamo riusciamo a dominare su tutta la vallata! Quanto è immensa la natura che ci circonda e quanto siamo piccoli e indifesi noi essere umani di fronte alla sua maestosità; come bolle d'acqua in un oceano, eppure mi sento parte viva ed essenziale di questo oceano.
La via prosegue senza difficoltà fino al Rifugio Lavaredo. Vorrei precisare una cosa soprattutto per chi non è mai stato da queste parti come me. Non immaginatevi una passeggiata in mezzo a boschi e prati. Qui si è circondati da massi rocciosi dalle mille forme e dimensioni tra i quali fanno capolino piccoli arbusti e qualche fiorellino, come il cardo alpino di colore rosa o i ranuncoli gialli. Alberi non ce ne sono per cui, se siete alla ricerca di un pò di ombra, dovrete sperare nell'arrivo di qualche nuvoletta. Se invece trovate una giornata limpida come quella di oggi, vi consiglio di munirvi di cappellino e di mettervi la crema solare: considerando anche l'altezza a cui ci si trova, il sole picchia forte e, se non vi proteggete a dovere, alla sera ne pagherete le conseguenze! Alle scottature in montagna non si scappa!

Dal Rifugio Lavaredo, a quota 2344 m, è possibile scegliere 2 percorsi diversi per raggiungere il Rifugio Locatelli: salire sulla sinistra lungo il sentiero che taglia diagonalmente i depositi detritici alla base della Torre Piccola di Lavaredo o proseguire per la strada principale, più lunga ma più agevole e adatta a noi. Così in 40 min raggiungiamo la Forcella Lavaredo che costituisce il punto più elevato toccando quota 2454 m. Qui è d'obbligo fermarsi! La Forcella Lavaredo costituisce uno dei principali punti di osservazione dai quali ammirare uno spettacolo mozzafiato. Davanti a noi si di ergono le 3 Cime di Lavaredo nella loro classica forma: la Cima Piccola (2857 m), la Cima Grande (2998 m) e la Cima Ovest di Lavaredo (2973 m). Con un buon occhio, sulle loro pareti verticali si riescono a scorgere dei puntini colorati: sono intrepidi scalatori che sfidano la montagna arrampicandosi come dei ragni! Più in lontananza, si osservano altri picchi come il Monte Rudo, la Croda dei Rondoi, la Torre dei Scarpieri, il Monte Mattina, la Torre Toblino e ancora il Monte Paterno e la Crida Passaporto. Che panorama spettacolare, da togliere il fiato! Tiro fuori la reflex e faccio fotografie a non finire con la consapevolezza che devo fare i conti con il vincolo della bidimensionalità che non credo possa trasmettere appieno le emozioni che ho provato in quell'istante! Tiro un respiro profondo! Lo ammetto ragazzi, sulle 3 Cime di Lavaredo ci ho lasciato il cuore!


Dalla Forcella Lavaredo è possibile prendere il sentiero ad anello che prosegue attorno alla base delle 3 Cime (il giro complessivo ad anello con partenza e arrivo al Rifugio Auronzo impiega circa 4 h). Invece noi vogliamo proseguire fino al Rifugio Locatelli dove faremo una breve sosta per poi rientrare al punto di partenza lungo la stessa strada. Così imbocchiamo il sentiero lungo la cresta rocciosa che come una piccola serpentina si allontana in lontananza dove si intravede il Rifugio. Il tratto non è poi così difficoltoso anche se abbastanza in pendenza: si incontrano molto massi e cumuli di dolomia. Non so se lo sapevate, ma il termine Dolomiti deriva proprio da dolomia, nome che il ricercatore D. de Dolomieu diede al tipo di roccia presente in queste zone montuose delle Alpi Orientali italiane; la dolomia è una roccia ricca soprattutto di dolomite, carbonato doppio di calcio e magnesio da cui ne deriva il colore chiaro. Ecco percè le Dolomiti vengono anche chiamate Monti Pallidi. Tutte le rocce che calpestiamo lungo il sentiero sono chiare e anche un pò taglienti. Lungo l'ultimo tratto, sulla sinistra, si intravede una caverna scavata nella roccia durante la Prima Guerra Mondiale.

Ed eccolo lì finalmente il Rifugio Locatelli a 2405 m, la ultima tappa del nostro tragitto! Domina tutta la vallata. Ma il bello è alle nostre spalle: quando ci voltiamo...wow...le 3 Cime di Lavaredo ben distinte le une accanto alle altre, in fila come tre sorelle! Ci sediamo sulle numerose panche in legno poste fuori dal rifugio su una terrazza che domina il panorama. Pur essendoci il sole, l'aria è molto fresca e mi guardo bene dal togliere il pile che ho indossato a metà percorso. Anzi mi metto sopra anche il piumino senza maniche perchè sono sicura che, ora che ci siamo fermati, mi salirà il freddo. La mamma di Francesco ordina uno strudel alle mele nel Rifugio, giusto per stuzzicare qualcosa: buono, gustoso e soprattutto caldo perchè appena sfornato! Ci voleva proprio un dolce spuntino visto che era proprio l'ora della merenda.


Ci riposiamo una mezzoretta dopo queste 2 h di camminata. Verso le h 16.30 con calma rientriamo al punto di partenza, fermandoci di tanto in tanto a scattare qualche fotografia! Purtroppo siamo costretti a salutare le 3 Cime di Lavaredo. Saliamo in macchina e partiamo in direzione Braies! Dobbiamo raggiungere il nostro prossimo hotel entro le h 20.00. Abbiamo circa 35 km di strada, 45 min di viaggio massimo. Verso le h 19.45, in perfetto orario, varchiamo il cancello dell'Hotel Pragser Wildsee, l'antico hotel affacciato proprio sulle rive del Lago di Braies che ci ospiterà per le prossime 2 notti. Non vedevo l'ora di visitare il Lago di Braies, finalmente siamo arrivati! Effettuiamo il check-in nell'hotel! Abbiamo pagato circa 400 € per 2 notti in mezza pensione (colazione e cena comprese) in camera doppia con balcone con vista panoramica sul lago. La cena viene servita a partire dalle h 20.00: abbiamo avuto giusto il tempo di scaricare i bagagli in camera, cambiarci e scendere al ristorante per la cena con menù fisso (a scelta tra tre primi e tre secondi)! Io prendo i tortelli all'erba orsina con burro e parmigiano e di secondo lesso di manzo con salsa verde. Infine mi faccio un giretto al buffet dei dolci e poi dritti in camera a riposare, stanchi ma contenti per la bella giornata alla scoperta delle Dolomiti!
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